lettere di lavoratori illustrato fiat 43 "Non mi sembra giusto che colpiscano sempre noi" Sono un povero lavoratore, uno di quelli che sudano tutta la vita per dare una resa in fabbrica e sono poi colpiti da tasse e trattenute, perché quel denaro manca sempre in famiglia. Vi pare giusto sfruttare lo stipendio di chi lavora? A me pare penoso. Anziché speculare sul lavo- ratore sarebbe più onesto perseguire gli evasori fiscali, e lasciare in pace i dipendenti che hanno entrate facilmente controllabili. (lettera firmata) L'evasione fiscale, cioè il mancato versamento delle imposte e tasse dovute al fi- sco da parte di chi dovrebbe pagarle, in base al suo reddi- to da lavoro, autonomo o di- pendente, in proporzione al suo giro d'affari, alle sue ren- dite da capitale, ecc., è uno dei problemi più gravi del no- stro paese. Più grave del di- savanzo dello stato perché se la differenza passiva tra le entrate e le uscite della pub- blica amministrazione è al- larmante, ciò è dovuto pro- prio al fatto che le entrate so- no inferiori a quelle che po- trebbero essere, se tutti fa- cessero il proprio dovere. Si calcola che molte mi- gliaia di miliardi vengano sottratte al fisco dagli evaso- ri. Solo per il 1977, a causa di questo comportamento diso- nesto, sono stati sottratti allo Stato almeno 9.000 miliardi di lire, una somma sufficiente a ridurre quasi della metà il di- savanzo pubblico, .e a rendere disponibili maggiori risorse per investimenti e per il ri- lancio dell 'occupazione. In ogni caso, non c'è dubbio che se tutti facessero il proprio dovere, si potrebbero alleg- gerire le imposte che colpi- scono i lavoratori con i più bassi redditi di lavoro e si potrebbe veramente applica- re la Costituzione della Re- pubblica italiana, il cui arti- colo 5S afferma: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche, in ragione della lo- ro capacità contributiva». Proprio nelle ultime setti- mane è entrato nella fase fi- nale di preparazione un pro- getto di legge, con il quale i colpevoli di evasioni fiscali, al di sopra di un certo livello, potranno essere processati e condannati anche al carcere, senza attendere gli accerta- menti tributari definitivi, che richiedono spesso dieci, quin- dici anni, durante i quali gli evasori hanno tutto il tempo di trasformare i loro debiti verso lo Stato in lauti guada- gni. D Per i pensionati ex australiani Sono un dipendente Fiat ex- emigrato in Australia e vor- rei comunicare che è stata fondata l'Associazione Nazio- nale ex-Emigrati in Australia (A.N.E.A.), ora residenti in Italia. È un'associazione estranea a ideologie politiche e confessionali e scevra da scopi di lucro. Gli scopi di questa associazione sono di- versi, non ultimo quello di po- ter riscattare ai fini pensio- nistici gli anni trascorsi in Australia. Per maggiori rag- guagli scrivere al delegato regionale Davide Olivero, via Conte Verde 43 Asti. (lettera firmata) Per diventare collaudatore Discutendo con alcuni amici ci siamo chiesti quale sia la via da percorrere per diven- tare collaudatori automobi- listici, in questo caso alla Fiat, se si devono frequenta- re corsi appositi e la loro eventuale durata. (lettera firmata) Risponde la direzione Speri- mentazione del gruppo Veico- li Fiat: Per svolgere questa attivi- tà: è indispensabile avere nervi calmi e non esaltarsi al volante. La pista di collaudo non va confusa con quella di Monza. Inoltre, al momento della domanda, deve esserci la possibilità di inserire nuovi elementi nel nostro organico. Non esistono corsi appositi ma solo una scuola pratica a La Mandria dove, su IfO chilo- metri di pista che riproduco- no fedelmente molti fra i per- corsi possibili, si forgiano i nostri collaudatori». □ Quando il coinquilino non paga il riscaldamento Sono proprietario di un al- loggio, in una villetta bifami- liare con il riscaldamento in condominio. Quest'anno sono sorte difficoltà perché l'altro proprietario non ha voluto pagare la sua metà visto che non abita nell'alloggio. Temo che questa situazione si possa ripetere in futuro e vorrei sa- pere se esiste una legge che regoli la questione del riscal- damento, se posso esigere il pagamento della sua quota per intero oppure, chiudendo 1 termosifoni, del 60 per cento della quota che gli spetta. (lettera firmata) Risponde l'esperto legale : «Una villetta bifamiliare è legalmente un 'condominio': i rapporti fra comproprietari vanno regolati sulla base del- l'eventuale regolamento con- dominiale (che forse in que- sto caso non esiste), degli usi locali e, infine, del codice ci- vile. Se la proprietà è in parti uguali è assai difficile che uno solo dei proprietari abbia una maggioranza per delibe- rare sul riscaldamento e questo complica le cose. Di solito gli «usi» prevedono che chi lascia l'appartamento vuoto e sfitto chiuda i radia- tori e paghi una percentua- le, ridotta, che varia da zo- na a zona. La soluzione è tec- nicamente e legalmente cor- retta mentre è ovvio che se l'impianto è in funzione il costo deve essere ripartito come se l'alloggio fosse occu- pato. Le difficoltà nascono nel determinare la percen- tuale, soprattutto se gli usi lo- cali non la prevedono (le rac- colte degli usi in materia si possono trovare presso la Ca- mera di Commercio o infor- mandosi alle associazioni degli inquilini o dei proprieta- ri di casa). Sarebbe bene ad ogni modo mettere degli accordi per iscritto per stabilire, come sembra di capire, che il letto- re è autorizzato a 'gestire' l'impianto in economia, salvo rendiconto della gestione. Se è impossibile trovare un ac- cordo l'unica soluzione è quella di affidarsi a un legale per affrontare la questione in ogni suo aspetto». "Ricevo nuovamente illustratofiat per me è un legame con il passato' ' Forse sorriderete nel leg- gere queste mie righe ma ho provato una gioia e sento 11 desiderio di farvi parteci- pi. Purtroppo sono rimasta sola, mio marito era dipen- dente Fiat ed ero abituata a vedere arrivare da tanti an- ni i'illustratofiat anche se non vi nascondo che io per- sonalmente lo sfogliavo senza interesse. Quando è morto mio marito è rima- sto un vuoto tremendo, mi sono sentita esclusa da tut- to, mi sono accorta che an- che il giornale che non arri- vava, in fondo una piccola cosa, testimoniava la man- canza del capo famiglia. Al- lora vi ho scritto per chie- dervi se potevo ancora rice- verlo. Ieri trovo nella buca delle lettere il giornale in- testato a me: è stato come se una voce amica mi venis- se incontro e ho capito che le fatiche di mio marito so- no ricordate. Grazie. (Iolanda Siani) Il contenuto di questa let- tera ci ha interessato: ab- biamo voluto incontrare la signora Siani per conoscer- la e per consentirle di par- larci dei suoi problemi e della sua vita attuale. Case Fiat di via Filadelfia, sono le prime ore del pome- riggio. Salendo le scale per recarci all'appuntamento con la signora Siani sentia- mo dietro le porte voci di bambini, il notiziario tra- smesso per radio, rumore di elettrodomestici. Chi ci apre la porta è una donna ancor giovane che cerca di zittire 11 cane che le si na- sconde dietro ringhiando. Il pavimento è lucido, 1 mobili brillano, una cura meticolo- sa in ogni particolare. La donna ci accompagna nel soggiorno. «Non vengo più qui da dieci mesi, - dice - 1 ricordi non mi danno fasti- dio, è che in questa camera senza di lui non mi ci trovo. Era andato in pensione da pochi mesi e tutto pareva a posto, i figli sposati, due ni- poti; le ansie e le piccole in- soddisfazioni del lavoro or- mai dimenticate, tanti gior- ni per noi senza più affanni. Poi, d'improvviso, l'infarto e quando il pericolo sem- brava superato - stava per tornare a casa - se n'è anda- to senza neppure renderse- ne conto». Iolanda Siani continua a raccontare: «Ci siamo co- nosciuti trent'anni fa alla Serenella, una sera che ero andata a ballare, sei mesi e ci sposavamo. Siamo andati ad abitare In una soffitta e qui è nato Gianfranco che adesso ha 29 anni, poi dopo cinque anni è arrivata Eli- sabetta». Una storia come tante. Piccoli traguardi raggiunti a poco a poco: una posizione per i figli, l'alloggio più grande in una casa Fiat, molta serenità fatta anche di abitudine. «Romeo usciva alle quat- tro dal lavoro - è sempre stato al Lingotto - gli anda- vo incontro con Mirka e ri- tornavamo a casa insieme. Lui si metteva in questa sa- la, sentiva la radio e lavora- va al plastico ferroviario che stava costruendo per 1 nipoti, era la sua grande passione ogni momento li- bero lo passava con scambi, rotaie e vagoni». Dietro una tenda intravediamo 11 pla- stico smontato, in piedi contro la parete. Improvvisamente forse per nascondere la commo- zione, la signora Siani si al- za, va a prendere alcune fo- tografie : il battesimo dei ni- poti, un'istantanea del ma- rito che scende dall'auto, lo- ro due accanto sul balcone. Trent'anni insieme e poi di colpo sola a combattere con l'angoscia, il senso di Inuti- lità. Mentre la signora Siani parla ci rendiamo conto di quanto la solitudine, quan- do non è una Ubera scelta, sia uno stato difficile da so- stenere. Pensavamo di tro- vare una donna anziana - la sua lettera ce lo aveva fatto credere - abbiamo incontra- to invece una donna di cin- quant'anni, già nonna, ma una giovane nonna. La sua non è la solitudine di chi è senza parenti e amici, ma quella di chi, perdendo pre- maturamente il coniuge, si trova improvvisamente staccato e isolato dal mon- do di prima. Ma è sempre un isolamento volontario? E fino a che punto Interven- gono 1 condizionamenti esterni? È difficile sceglie- re tra ciò che si vorrebbe fa- re e ciò che un certo siste- ma di vita scelto nel passa- to ci impone di fare. «Sto cercando di prendere la pa- tente per rendermi più au- tonoma» - dice, e poi preci- pitosamente - così potrò an- dare dai miei figli quando lo desidero». Rifarsi una vita, ma co- me? Chi sta intorno al vedo- vo o alla vedova sembra quasi desiderare il suo iso- lamento, i figli per un in- conscio egoismo, gli amici di prima perché trovano difficile riallacciare un dia- logo «Ho paura di essere di pe- so e poi non ho neppure vo- glia di vedere le coppie con cui uscivamo o passavamo le vacanze, perché 1 loro problemi non sono più i miel». Ci si rende conto che l'appoggio ritrovato nei fi- gli, le loro attenzioni, do- vranno essere limitate per non privarli della loro indi- pendenza. Risposarsi o allacciare nuovi rapporti sentimentali pare Impossibile, soprattut- to c'è la paura di dover af- frontare il consenso degli altri. «E poi, ormai abituati al carattere dell'altro - con- tinua la signora Siani - si corre il pericolo di un conti- nuo confronto, ricominciare da capo vorrebbe dire rifa- re tutto senza l'entusiasmo della prima volta e con il ti- more di non averne più il tempo». La soluzione non esiste, ognuno deve trovare in sé, nel proprio amore per la vi- ta il desiderio di continuare. Fare del bene può forse aiu- tare a sentirsi meno soli, inutili. Cercare nuovi ami- ci, altri interessi, lasciarsi coinvolgere in nuove attivi- tà, vincere il naturale riser- bo che spinge all'isolamen- to e soprattutto offrire agli altri le proprie risorse, vi- vere con 11 ricordo e non «nel ricordo», 'illustratofiat' è solo un giornale e la signo- ra Siani adesso lo riceverà ogni mese : è poca cosa ma per lei rappresenta qualche cosa di più: un legame con il passato. r