10 illustrato fiat In visita allo stabilimento di Cento, nel Ferrarese: qui Colloquio con operai e capisquadra: "La tecnologia ci fa più bravi" « Venni in trasferta per sei mesi e mi trovai subito be- ne. La gente, qui, è cordiale e ti accetta immediatamen- te. Così convinsi mia moglie e ci trasferimmo a Cento: adesso è contenta anche lei». Chi parla così è Ilario Casalegno, torinese, 42 an- ni, caposquadra, a Cento dal 1971. Fa parte del grup- po dei «piemontesi» che, du- rante il periodo di avvia- mento delle lavorazioni au- to, ebbero il compito di ad- destrare gli operai ex Lam- borghini. «Provo un po' di nostalgia per Torino perché là vivono i miei genitori - riprende - ma qui ormai ho la mia casa, mi sono fatto degli amici e non tornerei in Piemonte». La maggior parte dei di- pendenti sono originari di questa zona e a loro l'inse- diamento Fiat ha dato la possibilità di risolvere 11 problema del posto di lavo- ro vicino a casa. Ce lo con- ferma Angelo Corsini, 40 Ilario Casalegno anni, sposato, due figli, abi- tante a Crevalcore, piccolo centro non molto lontano dalla fabbrica. «Io sono più che soddisfatto di lavorare a Cento. Non sarei capace di vivere a Bologna o a Mo- dena, qui invece è diverso. La sera torno a casa e sono al mio paese dove sono na- to, dove ho tutti i miei pa- renti. Adesso lavoro ai torni del reparto ingranaggi. L'ambiente mi piace, ci co- nosciamo tutti, è come esse- re in famiglia. E anche questo conta». «Per tutti noi c'è stata una crescita professionale» dice Gianni Trocchi, operaio ret- tificatore, trentunenne, spo- sato con un figlio di 4 anni. «Per adeguarci alle lavora- zicmi più sofisticate abbia- mo dovuto acquisire le nuo- ve tecnologie. È un lavoro più difficile e, quindi, più qualificante». «Augusto Ferioli, 54 anni, centese, sposato, due figli ormai grandi, ha vissuto in prima persona tutte le tra- sformazioni del complesso industriale. «Ho lavorato Bruno Cavallini Il paese e la fabbrica Cento: una cittadina ferra- rese di 25 mila abitanti è po- sta nel cuore del triangolo formato da Bologna, Ferrara e Modena. Una terra oggi ricca, che fu bonificata per strapparla alla malaria e alla fame. Le im- prese artigianali del ferro battuto, 1 mobilifici, le fab- briche di piccole macchine operatrici per l'agricoltura testimoniano l'operosità del- la gente. La Fiat Trattori di Modena ha trovato lì la possi- bilità di una crescita decen- trata, realizzando uno stabili- mento per la produzione dei trattori cingolati che, fino a tre anni fa, venivamo costruiti nella fabbrica di Modena. I trattori a Cento sono di ca- sa da sempre. Lamborghini impiantò 11 primitivo com- plesso industriale sulla scia dell'impulso ricostruttivo del secondo dopoguerra. Questo insediamento segnò il pas- saggio da una produzione ar- tigianale ai primi sviluppi su scala industriale. Ma agli ini- zi degli Anni Settanta la diffi- coltà di rendere commercial- mente competitiva una fab- brica di piccole dimensioni, priva del sostegno di una tec- nologia d'avanguardia, signi- ficò per gli operai della Lam- borghini lunghi mesi di cassa integrazione. Nello stabilimento di Cento la Fiat trasferì nel 1971 un certo numero di piccole lavo- razioni meccaniche per moto- ri di auto: dalla tubisteria al- le scatole cambio (in ghisa), dalle lavorazioni In alluminio ai particolari in acciai vari del motore. La vera ristrutturazione del complesso venne però nel 1975 con una riconversione che portò a Cento gran parte della produzione dei cingola- ti. Oggi lo stabilimento conta 940 dipendenti e produce quattro modelli-base di cin- golati con una trentina di va- rianti. L'assorbimento della Lamborghini da parte della Fiat, prima, e il ritorno alla produzione di trattori poi, so- A Giuseppe Minarelli, 35 anni, scapolo, nato a Cento, abbiamo chiesto che cosa ha significato per lui il pas- saggio dalla Lamborghini alla Fiat e poi dalla lavora- zione dei particolari per au- to ai trattori. «Per me è sta ta una fortuna. Prima facevo il magazzi- niere. Adesso invece sono operatore di collegamento fra l'ufficio di produzione e le linee di montaggio. Quin- di non posso che essere con- tento del miglioramento che ho avuto». Bruno Cavallini, 39 anni, caposquadra al reparto ma- nutenzione, è particolar- mente soddisfatto dei suoi progressi in campo profes- sionale. «Sono stato assunto da Lamborghini come ope- raio. Quando subentrò la Fiat mi stavo diplomando alla scuola serale e speravo che l'azienda mi permettes- se di migliorare la mia si- tuazione. Infatti sono passa- to prima allievo-capo squadra, poi capo squadra. Non sono certo rimasto de- luso». Angelo Corsini Giuseppe Minarelli sedici anni con Lamborghi- ni - ha detto - e ricordo tutta l'evoluzione, dal trattore montato a mano, pezzo per pezzo su un cavalletto, alle prime linee di montaggio, quando facevamo otto trat- tori al giorno. Nel '70, dopo un anno di cassa integrazio- ne, dovendo scegliere tra Lamborghini e Fiat, ho scelto la Fiat. Per noi era la sicurezza del posto di lavo- ro e con una famiglia sulle spalle non si può rischiare. Attualmente sono addetto alla revisione». 14 4 cingolati' ' che Su queste linee di montaggio nascono i trattori di Cento. La fabbrica ha 910 dipendenti e produce 4 modelli base di cingolati con trenta varianti. Augusto Ferioli A cura di ETTORE GREGORIANI illustratofiat è andato a visitare lo stabilimento di Cento (Ferrara) dove nel 1975 la casa madre di Modena trasferì una parte delle lavorazioni dei trattori cingolati. Oggi il complesso centese si è sviluppato e sta gradatamente assorbendo tutte le lavorazioni che riguardano i trattori cingolati. Agli operai intervistati abbiamo chiesto che cosa ha significato per loro e per la zona la crescita dell'insediamento industriale. Ci siamo poi recati al più noto stabilimento di Modena (da cui esce un trattore ogni cinque minuti). Riportiamo le novità più significative: la flessibilità delle linee di mon- taggio e l'introduzione di un modernissimo calco- latore 'Univac'. no stati accolti con vivo inte- resse dai lavoratori che han- no visto in un primo tempo al- lontanarsi lo spettro della di- soccupazione e in seguito rea- lizzarsi la possibilità di un miglioramento professiona- le. Nella crescita dell'insedia- mento di Cento quasi tutti gli operai hanno trovato l'oppor- tunità di un arricchimento professionale grazie a una se- rie di contatti esterni (a Mo- dena e a Torino) e all'acquisi- zione della tecnologia Fiat. L'espansione dello stabili- mento ha favorito inoltre la nascita di numerose indu- strie indotte e ha contribuito a risolvere 11 problema del- l'occupazione in quest'area. Nello stabilimento centese si eseguono oggi gran parte delle produzioni meccaniche realizzate prima all'esterno.