servizi speciali illustratofiat 7 diventa immagine Durante un viaggio in auro il senso di fatica può arrivare al centesimo Km. O al duecentesimo. O al trecentesimo. E tutta questione di decibel. I punti di forza Linea Nata al Centro Stile e collau- data nella galleria del vento, raggiunge un coefficiente di penetrabilità di 0,375 che può essere definito eccezionale per questa categoria. Interno Ogni automobilista trascor- re mediamente tre ore al giorno in un'auto, questa di- venta la sua seconda abita- zione : comodità e silenziosità sono i due requisiti indispen- sabili : la Ritmo li offre appie- no. Assistibilità Cioè contenere al massimo i costi di servizio. Nuove tec- nologie, ingegneria dei mate- riali, colori, hanno contribui- to a fare della Ritmo un'auto che servirà da punto di par- tenza per i modelli del futuro. Dopo 11 periodo estivo la pubblicità riprenderà con la terza fase, utilizzando tutti i mass media esistenti sul mercato. Prima dell'inverno quindi la Ritmo sarà ripre- sentata al pubblico con gran- de spiegamento di mezzi. La nuova vettura sarà cosi lan- ciata definitivamente. Lo sforzo iniziale sarà compiu- to; proseguirà la normale routine. Intanto migliaia e migliaia di Ritmo già viagge- ranno su tutte le strade del mondo. Prestazioni Moderato consumo rispetto alle velocità che si possono ottenere ; studio approfondito dei rapporti del cambio, delle caratteristiche del motore della definizione dei pneuma- tici, con ulteriori ritocchi al filtro aria, alla tubazione di scarico, alla taratura del car- buratore. Comfort Il rapporto uomo-auto nella Ritmo è completo, grazie alla semplicità di impostazione generale, all'elevato stan- dard qualitativo dei materia- li, alla razionale disposizione nei comandi, alla semplicità di manovra. Affidabilità Cioè la continuità di funzio- namento che essa è in grado di garantire nel tempo. Molti prototipi sono stati a lungo collaudati per controllare che le premesse di affidabilità fossero state mantenute in produzione: la Ritmo offre uno 0,5 di guasti critici per cento mila chilometri. Ritmo: un nome e un perché Perché Ritmo? Perché La volontà di continuare. questo nome che sa di musi- ca, di giovane, di movimen- to? Perché un'auto Fiat vie- ne lanciata con un nome e non più con una sigla, come era accaduto fino a oggi? Cominciamo a rispondere all'ultima domanda. Dice il dott. Oddone Camerana, responsabile della «pubbli- cità e immagine» del Setto- re Auto della Fiat: «La de- signazione numerica dei modelli si era determinata in maniera spontanea per- ché si trattava di numeri in- temi di progetto, che non corrispondevano né alla ci- lindrata né alla potenza né ad altri parametri. È cosi accaduto per esempio che la grossa '130' avesse una sigla qualitativamente infe- riore a quella della più pic- cola '131'. Da ciò una mag- gior difficoltà di memoriz- zazione da parte della clien- tela e un certo disorienta- mento, soprattutto in quei mercati dove la Fiat ha quote non preponderanti. Il nome proprio è molto per- cepibile». La Fiat ha compiuto una ricerca approfondita di ca- rattere linguistico, semiolo- gico, e anche psicologico. Intanto occorreva trovare un nome che anche nelle altre lingue avesse un signi- ficato e un suono identico o quasi. Facile cadere in qualche trappola. Due esempi: «Beta» in Francia, oltre ad essere il secondo nome dell'alfabeto greco, significa anche babbeo; la «126 Personal» in Germania è diventata «Bambino» perché personal significa genericamente persona di servizio e i commerciali hanno ritenuto che si doves- se cambiare nome. Da una prima ricerca affi- data a tre gruppi: uno di cultura italiana e quindi neolatina, uno di cultura anglosassone, e un terzo di cultura tedesca e nordeuro- pea sono scaturiti 400 nomi, che sono stati sottoposti a linguisti, anche extraeuro- pei, per verificarne la facile pronunciabilità ed evitare eventuali significati non gradevoli. Sono rimasti 150 nomi, molti dei quali risul- tavano già depositati. Dal- l'ultimo gruppo, con l'aiuto del professor Carlo Sartori, docente di «teoria e tecnica delle comunicazioni di mas- sa», prima alla Stanford University (California) e ora all'università di Bolo- gna, è stata condotta un'a- nalisi qualitativa per sco- prire se ogni nome aveva i requisiti per essere legato a un modello d'auto. È 'risul- tato vincente il nomé Rit- mo, sia per la sua musicali- tà, sia per la sua capacità evocativa, sia per la pro- prietà di unirsi ad nome Fiat. Sono nate così le Rit- mo 60, Ritmo 65 e Ritmo 75, dove il numero mette in evi- denza la potenza effettiva di quel particolare modello di Ritmo, cioè la sua potenza in HP DIN. Q Quanti litri di benzina consuma un vento contrano di ottanta Km oran? 3 può affermare che ancora prima di ) nascere, la nuova Ritmo possedesse in resina della Ritmo, in Galleria del vento comincia a dare risultati di rilievo con Cx attorno a 0,34. Potrebbe essere un punto di arrivo, ma si preferisce gjà una sua linea. Una linea certamente indefinita, ma che già obbediva a un concetto ispiratore ben preciso: quello della maggiore aerodinamicità possibile. A prescindere da considerazioni puramente estetiche, una forma aerodinamica conferisce ai veicolo la capaciti di penetrare più facilmente nell'aria e quindi di consumare meno carburante. 11 che, in un mondo che affronta il problema enei^etico dei consumi di petrolio è di importanza facilmente valutabile. Non e stato tuttavia semplice realizzare nella pratica quanto la teoria aveva auspicato, anche perchè si mirava a raggiungere un risultato d'eccellenza. I pnmi modelli della Ritmo, approntati verso la fine del 1975, sottoposti a prove in Galleria del vento non avevano dato risultati pienamente soddisfacenti. E va aggiunto che, a vettura ultimata, dotata cioè di prese d'aria, tergicristallo, specchio retrovisore e altri particolari, il coefficiente di penetrazione può peggiorare anche del 15-20%. Inizia cosi una lunga serie di interventi e ritocchi sino a che un modello ancora considerarlo un punto di partenza verso quei limiti di eccellenza che si desideravano raggiungere. E'assai complicato abbassare anche di un solo punto il Cx di una vettura, quando esso graviti attorno a valori ottimali. Eppure integrando i paraurti anteriori e posteriori con il corno vettura, abbassando le prese d'aria sul frontale, aggiungendo tm piccolo spoiler al paraurti anteriore con raccordi laterali, si è riusciti ad ottenere per la Ritmo definitiva un coefficiente di penetrazione aerodinamica su strada di 0,38, il'più basso della sua categoria. Ricordando che la media europea dei Cx è di 0,46, va sottolineato cne grazie al suo basso Cx la Ritmo è in grado di fornire prestazioni eccezionali. Innanzitutto consumi molto inferiori: la Ritmo 65, alla velocità costante di 120 km/h consuma solo 8,3 litri di carburante ogni cento chilometri, e consuma meno di o^ni altra vettura della sua categoria in ogni altra situazione di guida. Ma anche la eccellente tenuta di strada della Ritmo è dovuta in gran parte alla sua linea aerodinamica. La Ritmo infatti, anche alle massime velocità, non conosce problemi di alleggerimento di guida, nè di stabilità direzionale pur in presenza di raffiche di vento laterali. Altra caratteristica favorita nella Ritmo dal suo basso Cx è la straordinaria silenziosità intema durante la marcia. Ma parlare solo delle qualità aerodi namiche della Ritmo costituirebbe quasi un torto a un'auto i cui pregi sono assai più numerosi. La Ritmo può vantare infatti tante altre prestigiose caratteristiche da poter quasi essere considerata una vettura a parte fra quelle della sua categoria, una vettura che è la capostipite di una nuova generazione, una vettura che rispetto alla stessa specie auto può essere individuata come un fatto evolutivo. I materiali con cui è costruita la Ritmo sono tutti altamente selezionati e hanno consentito l'adozione di ben 120 soluzioni innovative che trasformano il concetto stesso di auto dal punto di vista del confort, dell isolamento acustico e termico, delle finiture dell'abitacolo, della capacità di assorbimento degli urti, della aurata meccanica, della sicurezza. Basti ricordare i molti componenti 1 della carrozzeria in lamiera zincrometal,cioè particolarmente resistenti alla corrosione, basti accennare alla eccellente affidabilità meccanica. La Ritmo è stata progettata anche per essere una vettura estremamente assistibile, una vettura cioè dove gli interventi di mano d'opera sono facilitati. Infine occorre ricordarne là grande abitabilità. Chiunque conoscerà da vicino la Ritmo, non potrà che apprezzare quanto sia elevata la qualità della vita, a bordo di quest'auto. La volontà di continuare. -anna-L Dumorc uguale a X\sensazione sgradevole. Rumore uguale a disat- tenzione, fatica, stress. Si misura in decibel. A centoventi decibel, il rumore è diffìcilmente sopportabile. Sotto i venti decibel il rumore non è quasi avvertibile dall'orecchio umano: praticamente non esiste. Fino a che punto il nimore di un'auto in marcia influisce su chi la guida? E in che modo? Suona paradossale eppure si può affermare che è meno faticoso guidare un'auto che essere sottoposti al rumore che produce. Responsabili di questo curioso effetto sono specialmente i rombi o rumori di bassa frequenza: tanto più sono marcati, tanto più producono nel guidatore senso di fatica. E sembra quanto meno superfluo sottolineare a quali pencoli sia esposto un automobilista affaticato. Ma oegi nella progettazione dell'ultima auto comparsa sul mercato d si è preoccu- pati ed occupati seriamente anche del ru- more, della sua eliminazione o del suo contenimento entro limiti di L'auto è la Ritmo, un'auto che per le soluzioni d'avanguardia che ne hanno informata la progettazione, già è la pri- ma: già è la capostipite di una nuova generazione. Una generazione che non ignorerà fra le proprie caratteristiche anche un minor livello di rumorosità. Fin dalla linea filante ed aerodinamica della carrozzeria, la Ritmo esprime la propna vocazione al silenzio, ma è nelPisolamento acustico dell'abitacolo che la realizza. Qui è stata la tecnologia più sofisticata a dare il contributo decisivo: dall'analisi delle frequenze della scocca completa con il "Founer-Anulyser-Systfm", all'utilizza- zione della tecnica olografica a raggi "laser* per la definizione del panorama vibrazionale del eruppo motopropulsore, fino allo studio dei matenali fonoassor- benti e isolanti con b consulenza dei laboratori che operano nel campo della ingegneria dei materiali. Il nsultato complessivo di tali interventi fa della Ritmo l'auto più silenziosa della sua categoria. Un'auto la cui guida affatica meno ed entro il cui abitacolo si può discorrere alzare la voce anche alle massime velocità. E il diagramma qui sopra dimo- stra come lo spettro di rumorosità della Ritmo, durante le prove effettuate, sia stato costantemente e nettamente al di sotto di quello delle altre auto della stessa categoria prese in esame. Ma il silenzio in quest'auto ancora non è tutto, nè vuole esserio. Occorrerà infatti aggiungere che l'abitabilità intema della Ritmo è, in termini di spazio, la più ampia della sua categoria, occorrerà dire dei suoi larghi sedili avvolgenti e del suo impianto di climatiz- zazione già predisposto per essere integrato con un condi- zionatore d'aria; e poi del suo grande bagagliaio ampliabile abbassando anche singolar- mente i sedili posteriori, delle sue tre o cinque porte, della sua ricca plancia porta strumenti, della sua eccezionale gamma di dotazioni a richiesta, tra cui il tetto apribile, l'orologio digitale, il cambio a 5 marce, le tendine parasole, il condiziona- tore d'aria. E menzionare infine il rigore con cui,sono stati selezionati i materiali e l'accuratezza delle finiture. F)oi sarà sufficiente concludere consta- tando che nella Ritmo tutto fin nei minimi particolari è stato pensato e realizzato in modo che potesse sommarsi in un maggior confort: quindi in una più elevata qualità della vita a bordo e, di conseguenza, in una più elevata sicurezza di guida.