il meglio dal giornali il meglio dal giornali il meglio dai giornali il meglio dai giornali il meglio dal giornali il meglio dai Da agosto medicine non più gratis La partecipazione degli as- sistiti alla spesa farmaceuti- ca, con la sola eccezione dei farmaci essenziali, è da ieri obbligatoria. La commissio- ne Sanità della Camera ha In- fatti definitivamente appro- vato in sede legislativa il provvedimento che, varato una prima volta il 19 maggio dal Senato, aveva poi fatto la spola tra Montecitorio e Pa- lazzo Madama subendo suc- cessive modifiche. Fra l'al- tro, la legge introduce il di- vieto di ogni forma di pubbli- cità e di propaganda al pub- blico dei farmaci sottoposti all'obbligo della presentazio- ne della ricetta medica. Dal quindicesimo giorno successivo all'entrata in vi- gore della legge, gli assistiti dovranno pagare il «ticket» il cui valore è così definito : 200 lire per specialità medicinali di prezzo fino a mille lire ; 400 lire per prezzi da mille a tre- mila : 600 lire per specialità- specialità medicinali di prez- zo superiore a tremila lire. Le quote sono versate diret- tamente al farmacista e sono escluse dal rimborso. I titola- ri di pensioni sociali dovran- no anche pagare 11 «tic- ket» ma hanno diritto a un rimborso di 10.000 lire l'anno, equivalente a una spesa sani- taria di circa 80.000 lire. Per il 197811 rimborso è di 4.000 li- si» TIME Fantino da miliardi Eccolo, mentre rientra nelle scuderìe, dopo l'ultima corsa disputata (e vinta). C'è un motivo, se non appare emozionato: a 18 anni Steve Cauthen è il fantino più famoso d America, e il più pagato del mondo. Con le 104 corse vinte nel 1977 ha infatti incassato circa 5 miliardi di lire circolazione Newsweek Veicolo per la città Dall'«incrocio» del ciclomo- tore con il triciclo, una ditta di Nuova York, la «Pivar Mo- tor Co.», ha ideato e costruito un veicolo motorizzato a due posti, battezzato Tri-Ped. È a tre ruote, pesa 140 libbre (circa 63 chili) e pare il veico- lo ideale per girare in città o negli immediati dintorni: compie 100 miglia (185 chilo- metri) con meno di quattro litri di benzina, ed è In grado di parcheggiare in un tratto di circa un metro. Il Tri-Ped è inoltre più stabi- le di una normale bicicletta o ciclomotore, e meno sensibile alle buche o alle altre irrego- larità del fondo stradale. Il motore è un Minarelli, da 49 cc. e 1,5 Cv. Un parabrezza in plastica e un tettino in tela, ripiegabile, sono montati su un'apposita struttura. Per borse e piccolo bagaglio, il Tri-Ped monta un baule siste- mato sotto il sedile dei due passeggeri. □ Per iniziativa del Parlamen- to, il provvedimento delinea anche la disciplina definitiva del prontuario farmaceutico che 11 disegno di legge del go- verno non aveva prevista. Introdotta nel '74 con un provvedimento temporaneo, la classificazione dei farmaci era delegata al ministro della Sanità. La nuova legge stabi- lisce, invece, che dal 1° gen- naio 1979 la proposta di pron- tuario sia fatta da un organo complesso presieduto dal mi- nistro e composto da rappre- sentati ministeriali ed esper- ti, alcuni dei quali designati dalle Regioni. L'approvazio- ne del prontuario spetta al ministro, sentito il Consiglio superiore della Sanità e, una volta attuata la riforma sani- taria, dal Consiglio sanitario nazionale. «Si tratta - ha detto al ri- guardo il ministro Anselmi - di un provvedimento che, na- to come strettamente econo- mico, assume rilievo sia sotto l'aspetto della programma- zione farmaceutica sia come fatto di costume in quanto la collaborazione dell'assistito alla lotta allo spreco trova valido riscontro nel divieto di propaganda di pubblicità dei medicinali sottoposti all'ob- bligo della presentazione di ricetta medica e comunque contenuti nel prontuario tera- peutico». «La legge - ha detto ancora la Anselmi - vuole in sostanza dare un contributo alla nor- malizzazione dei consumi dei farmaci (siamo al quinto po- sto dopo Stati Uniti, Giappo- ne, Repubblica Federale Te- desca e Francia), qualifican- do e contenendo la spesa far- maceutica, avviando con- temporaneamente un'azione informativa e costante verso i medici e verso i cittadini». Cosile medicine negli altri Paesi La partecipazione dell'as- sistito alla spesa per le medi- cine prescritte dall'ente as- sistenziale è praticata in mol- ti Paesi. Ecco un quadro sin- tetico - sulla base di informa- zioni fornite dal ministero della Sanità - del modo in cui il problema viene affrontato in altri Paesi. Francia: si paga dal 10 al 30 per cento. Repubblica Federale Tede- sca : si paga il 20 per cento del prezzo del prodotto con un massimo di 2,5 marchi (925 li- re circa) per ricetta. Gratis ai pensionati, agli invalidi, ai ragazzi e ai disoccupati. Inghilterra: si pagano ster- line 0,20 (300 lire circa) per ciascun medicinale. Farmaci gratuiti ai ragazzi fino ai 16 anni, alle donne in gravidan- za e a quelle che abbiano un figlio di età inferiore ad un anno, ai pensionati e ai pove- ri. Cecoslovacchia : tutti gra- tuiti. Polonia: si paga il 30 per cento del prezzo. Gratis ai pensionati. Urss: nessuna prescrizione gratuita per i farmaci di uso domiciliare tranne che per i bambini al di sotto di un an- no. Usa: nessuna prescrizione gratuita, tranne che per i po- veri. Q Opinioni di Romano Brancalini L'anonimo telecronista possiede un'anima «Ma quello che leggete alla TV lo scrivete proprio voi?». La domanda mi perseguita da anni, e ormai non oppongo più che un mesto e arido sorriso. Speaker o giornali- sta? Lo dico con fierezza: siamo dei can- tautori. Il nostro repertorio per giunta non ha limiti. Ma torniamo al quesito. La diffe- renza è sostanziale - e aggiungo contrat- tuale - ma non ignoro che la notizia filtrata dal video viaggi ancora circondata di mi- stero. Il più diffuso degli elettrodomestici rimane un oggetto indecifrabile al cui in- terno catodico si svolgono pratiche esote- riche, inaccessibili al teleutente. Non la- sciatevi ingannare : ciò che emerge è solo la punta di un iceberg. La lampada che esplode, gli appelli concitati e chiaramen- te inutili alla regia, il maledetto telefono che ci obbliga a un pietoso balbettio pub- blico, proni ma non domi al volere del tele- cinema recalcitrante : tutto ciò produce ef- fetti psichici e adrenalici disastrosi che al pubblico sono fortunatamente risparmia- ti: sono subitanee paure, ansie da fretta, crisi di sconforto, cui può aggiungersi bas- sa pressione in Val Padana che impasta la lingua e centra la papera vagante : un mi- racolo di self-control o di incoscienza se una smorfia di abbietto dolore e cupa di- sperazione non compare sul volto levigato, illuminato, del compito telecronista: l'offi- ciante come al solito è al suo posto: in pie- di o seduto, di tre quarti sulla scrivania. È ammessa la posizione profana detta anche post-riforma. Il diaframma è mio e lo ge- stisco io! Niente cerone, prego! L'ho detto e lo ripe- to: mi tengo le borse sotto gli occhi, la guancia spiegazzata, l'impudica ruga qua- rantenne : al massimo mi asciugo la fronte imperlata di sudore, fugacemente guardo il monitor che mi rimanda un'immagine tirata, che non conosco, da scolaro che ha fatto inutilmente notte sui libri. Obbedisco all'imperativo liturgico televisivo : la fron- te alta, l'occhio diritto all'occhio freddo e bovino della telecamera che implacabile registra ogni mio cedimento. Voi credete di essere li, a casa vostra, in pacifica atte- sa del pranzo, indifferenti e freddi alle mie ansie, interessati visibilmente solo alle la- sagne, l'orecchio alle rimostranze del fi- glio, ai brontolìi della consorte, e invece no! Ve lo dico sinceramente: voi mi fate paura. Voi credete di essere lontani, ma io vi sento. Altroché se vi sento! Lo studio TV è piccolo, ma voi ci siete tutti. Milioni, se- condo il Servizio Opinioni della RAI, che non sbaglia quasi mai. Fate gli indifferen- ti, il telegiornale è in onda ma voi guarda- te altrove: quando dico che c'è stata una rapina nella tal banca voi mi fermate, mi degnate di uno sguardo, e poi chiedete il sale. Quando arrivo in fondo stremato - quasi bisognoso d'affetto - e voi con un toc- co gentile - lo ammetto - licenziate la mia immagine, io svanendo cordialmente - lie- to d'essere stato vostro ospite - mi chiedo se vi sono piaciuto, e insisto fino a tortu- rarmi: la mia dizione era di scuola sene- se? Il ritmo era sostenuto e tranquillo? La faccia autorevole? Posso star sveglio tutta una notte per una battuta infelice. Non siate severi: ho bisogno della vostra simpatia. Da dietro il video - trasparente e occasionale berlina - imponiamo al pubbli- co notizie orribili, cravatte orribili, pro- nunce orribili. Voi potete sempre rifarvi giudicando beffardamente il nostro elo- quio, il taglio antiquato della giacca, il ta- glio mediocre dei capelli. Il nostro par- rucchiere soffrirà il giusto con noi ! Vi ho parlato di stati d'animo dietro il video, po- trebbe interessarvi come nasce una noti- zia TV; come la si cerca, come la si filma, come la si dà. Ogni servizio una storia da raccontare a parte. Dall'imprevedibile in- tervista televisiva in Portogallo a Umber- to di Savoia, alla mancata intervista al leader bavarese Franz Josef Strauss a Bolzano. Il teleutente che paga l'equo ca- none deve sapere anche quello che la TV non racconta. Ma di questo se ci sarà occa- sione parleremo un'altra volta. (Romano Bracalini telecronista al TG2) □ CORRIERE DELLA SERA Con un gesto mi dici chi sei «Fai ciao con la manina». «Saluta il papà che parte». Così s'insegna, sin dai primi mesi, al bambino, a usare le mani per esprimere i suoi sentimenti, i suoi desideri, le sue volizioni. O, forse, non è neppure una questione d'in- segnamento: un bambino na- poletano che veda i genitori e i parenti riunire le dita a im- buto con le punte rivolte in al- to e agitarle ritmicamente dal basso in alto atteggiando il volto a un'espressione di ir- ritata interrogazione, farà presto a imparare quel gesto che poi ripeterà tutte le volte che qualcuno lo stizzisce o lo sconcerta. E così, farà altrettanto pre- sto il bambino tedesco a im- parare il gesto secco e deciso della mano dall'alto al basso e in fuori accompagnata ma- gari dalla parola «Pfui ! » a in- dicare il disprezzo e il rifiuto verso qualcosa appunto di, schifoso o di sgradevole. I misteri e i fasti della ge- stualità e della mimica uma- na sono ormai ben noti. Perché,ad esempio, toccarsi il viso, grattarsi la testa, ti- rarsi il lobo d'un orecchio in- dica una situazione di stress o d'imbarazzo? Perchè esisto- no tante differenze gestuali tra paese e paese, per cui stringersi le narici tra pollice e indice, in Siria significa «va' all'inferno»; o perché in Austria accarezzarsi una barba immaginaria significa essere annoiati? E come mai sopravvivono alcuni gesti che non corrispondono più al loro originario referente, cioè gesti come quello di fingere di girare una manovella per indicare che si vuol telefona- re? Il modo di esprimere il sì e il no varia da popolo a popolo. Non solo, ma alcuni gesti e azioni considerati da certi po- poli come offensivi (ad esem- pio sputare) vengono consi- derati da altri (i Masai del- l'Africa orientale) come se- gno di affetto e di benedizio- ne. E, sempre a proposito delle incredibili divergenze tra i significati del linguaggio ge- stuale, basterebbe citare quello che riguarda il famoso segno della vittoria inventato da Churchill eseguito con l'in- dice e il medio alzati a mo' di V col palmo della mano pro- teso all'infuori. Ebbene: questo stesso gesto si trasfor- ma in uno dei più osceni se- gnali (sempre per gli inglesi) quando sia eseguito a palmo in dentro. Per cui «gli inglesi che, trovandosi all'estero vogliono insultare qualcuno con un gesto, restano con un palmo di naso vedendo il completo insuccesso della lo- ro V a palmo in dentro». Q Il meglio dai giornali il meglio dal giornali il meglio dai giornali il meglio dai giornali il meglio dai giornali il meglio dai