Ore libere Facciamo toelette al fuoribordo Al ritorno dalle ferie, insieme con le tante cose che si possono tranquillamente «dimenticare» in cantina fino all'anno dopo, ce n'è una che ri- chiede attentissime cure prima di essere ripo- sta: il motore fuoribordo. Grande o piccolo che sia, è una macchina molto complessa, composta da centinaia di particolari, alcuni dei quali ab- bastanza delicati e soggetti a deteriorarsi se non sono trattati con le cure dovute. Grazie a una buona manutenzione, un fuoribordo che «gira» solo per 15-20 giorni all'anno in acqua di mare, può durare tranquillamente 10-15 anni senza ri- chiedere l'intervento del meccanico. Esistono centri specializzati che si occupano della manu- tenzione «dopo-vacanze» dei fuoribordo, ma la fanno pagare prezzi spesso esorbitanti e in ogni caso mai meno di 20-30 mila lire ; una cifra che si può benissimo risparmiare facendo il lavoro da sé, inoltre si impara a conoscere meglio il moto- re a tutto vantaggio di una più corretta utilizza- zione. PRIMA OPERAZIONE : LA MISCELA Se al ritorno dalle vacanze, nel serbatoio è ri- masto qualche litro di miscela conviene gettarla via. Infatti, se la si lascia nel serbatoio, la benzi- na evapora a poco a poco mentre l'olio si deposi- ta sul fondo, proprio dove va a pescare il tubo del carburante. È ovvio che se dopo alcuni mesi cercheremo di far partire il motore resteremo de- lusi. Infatti la pompa di alimentazione fornireb- be al carburatore una miscela poverissima di benzina e molto ricca di olio con il solo risultato di imbrattare i condotti. Se alla fine delle ferie il serbatoio del fuoribor- do è pieno di carburante (magari perché aveva- mo programmato un'uscita in mare che poi non si è fatta) si può mantenerlo efficiente per un anno addittivandolo con il «feul conditioner», in vendita in tutte le stazioni di servizio per fuori- bordo. Ne bastano 150 cc per garantire la stabili- tà di 20 litri di miscela. LUBRIFICAZIONE DEGLI ORGANI INTERNI Per la manutenzione e il rimessaggio invernale del motore è necessario costruirsi un cavalletto in legno tipo quello indicato in figura. Si potran- no usare assi di recupero, acquistandoli per po- co prezzo in un cantiere edile : in questo lavoro l'importante non è l'estitica ma la robustezza e la funzionalità. Il cavalletto dovrà esser suffi- cientemente alto da consentire l'inserimento dell'elica e di parte del piede del fuoribordo in un bidone (da 50 o più litri) pieno per tre quarti di acqua del rubinetto (vanno bene le grosse lat- te che contengono vernici o anche i mastelli in plastica per il bucato). Fissato il motore al cavalletto e sistemato il bi- done con l'acqua, si fa girare il motore al mini- mo per qualche minuto (4-5) accelerando un po' di tanto in tanto. L'operazione serve per evitare il formarsi di incrostazioni saline nel circuito di raffreddamento. Dopo questa prima fase si fa girare il motore a circa metà potenza, si stacca il tubo di alimentazione della miscela e imme- diatamente (servendosi di una peretta) si iniet- ta nella presa d'aria del carburatore dell'olio antiruggine. Si continua finché il motore non si spegne da solo. Così facendo si è certi di lubrificare e protegge- re efficacemente dalla ruggine gli organi interni del blocco motore. La candela dopo questo trat- tamento risulterà sicuramente imbrattata ma non è un problema : prima di ripartire basterà ricordarsi di pulirla con uno spazzolino di otto- ne, oppure - se è consumata - sostituirla. Il bido- ne con l'acqua non serve più e per le successive operazioni è necessario toglierlo. VIA OGNI GOCCIA D'ACQUA Con il motore ben fissato al cavalletto, stacca- re il cappuccio innestato sulla candela (per evi- tare pericolosi avviamenti accidentali) e tirare ripetutamente e lentamente la cordicella d'av- viamento. Con questo sistema si aziona la pom- pa dell'acqua e si espelle dal motore tutta l'ac- qua di raffreddamento rimasta nel circuito. In- fatti, l'operazione termina quando dal foro di scarico non esce più nemmeno una sola goccia d'acqua. Pulire il filtro della pompa di alimentazione immergendolo in benzina pura (per estrarlo basta svitare la vite al centro del coperchio del- la pompa). Sfilare la coppiglia, togliere l'elica e lubrificare l'asse. Controllare il livello dell'olio (o del grasso) nel piede del motore, verificando se il lubrificante raggiunge il foro (chiuso da una vite) superiore di lubrificazione. Se togliendo la vite e inclinan- do un po' il motore, dal foro non esce niente è segno che il lubrificante negli ingranaggi del piede è insufficiente. Se si usa il grasso (quasi sempre), svitare le due viti e inserire nel foro in- feriore (posto subito sotto l'asse dell'elica) l'ap- posito tubo di grasso e iniettare il lubrificante si- no a quando non ne esce una piccola quantità dal foro superiore. Ritoccare con un po' di vernice le parti scrosta- te per evitare che durante l'inverno la ruggine si faccia strada. Proteggere le parti esterne con un sottile strato di cera da carrozzerie o spray al silicone. Lubrificare con l'apposito grasso tutti i punti indicati dal costruttore nel libretto di ma- nutenzione. Stringere bene le viti allentate per le vibrazioni. Riporre il motore (sempre fissato al cavalletto) in un luogo asciutto coprendolo con un telo, possibilmente non di nylon per evi- tare la condensa. □ Legge Coniugi e regime con beni separati In occasione dell'ultima denuncia dei redditi molti coniugi hanno chiesto se l'essere in regime di separazione o comunione influiva sul fatto di dover fare la denuncia separata o unita, o addi- rittura sull'importo delle imposte da pagare. Altri lettori chiedono se è possibile modificare il regime vigente anche dopo che è scaduto il famoso termine del 15 gennaio 1978. Apparendo la que- stione di interesse generale è opportuno farne un breve cenno. Anzitutto bisogna chiarire che il regime di co- munione o di separazione dei «Beni» non ha nul- la a che fare col regime fiscale dei redditi. Dopo la nota sentenza della Corte costituzionale che definì illegittimo il «cumulo» dei redditi esso è scomparso e oggi i coniugi possono fare le loro de- nunce nel modo preferito ma in ogni caso le im- poste sono calcolate separatamente. In certi ca- si possono anzi avere un vantaggio dalla denun- cia comune in quanto la legge ammette che se il marito è in credito e la moglie in debito si faccia la compensazione. Ma il fatto che si sia in regi- me di comunione o in regime di separazione non ha nessuna influenza sulla denuncia. Per quanto concerne il termine del 15 gennaio, dopo che esso è scaduto non è più possibile - per coloro che si erano sposati col vecchio regime - ne mettere in •. -ne, con effetto retroattivo e in esenzione da t ^e. tutti i be' acquistati dalla ! a del matrimonio in poi, nr egliere la «se- zione» con decisione di un su • coniuge, nulla vieta che. beninteso senza alcun ef- fe. : retroattivo, si possa modificare la situazio- ne. Per farlo occorre ovviamente l'accordo dei due coniugi solo se in caso di separazione «per- sonale» ne deriva, automaticamente, anche quella dei beni, sia che si tratti di separazione consensuale, sia che venga chiesta da uno solo. Nel caso in cui si conviva la modifica deve esse- re decisa da entrambi. Ma in che modo si deve fare questa modifica? Qui bisogna distinguere due ipotesi, secondo un'interpretazione della legge che, soste- nuto dapprima solo dai giuristi e osteggiata in genere solo dalla magistratura, ha finito col pre- valere ed è stata negli ultimi mesi adottata an- che dal tribunale di Torino. La prima ipotesi ri- guarda chi voglia passare dal regime «legale» (che oggi è per tutti di «comunione» dei beni) a un regime convenzionale di separazione. I co- niugi possono farlo con un atto ricevuto da un notaio e trascritto dall'ufficio di stato civile, così come è possibile farlo, per chi si sposa oggi con atto notarile o semplicemente con dichiarazione all'ufficiale di stato civile al momento del matri- monio. Se invece si vuol «modificare una precedente convenzione», cioè, dopo aver optato per la co- munione,* cosa molto rara ma possibile) sotto il vecchio diritto di famiglia si vuol passare alla separazione oppure dopo aver optato per la se- parazione al momento del matrimonio o succes- sivamente si vuol mettere in comune i beni oc- corre chiedere un'autorizzazione al tribunale e illustrare i motivi che inducono a chiedere la modifica. Se il tribunale, con una procedura molto semplice e relativamente poco costosa, cioè in camera di consiglio, dà l'autorizzazione i coniugi, muniti del provvedimento giudiziario potranno andare dal notaio e fare l'atto, come nella prima ipotesi, da trascrivere infine allo stato civile. In pratica con questa interpretazione, il nume- ro dei casi da sottoporre ai giudici è minimo. Nell'ipotesi più frequente, quando si voglia pas- sare alla separazione è sufficiente andare dal notaio isjär— e*® fiss» Per ristrutturazione aziendale SVENDIAMO stock di 300 salotti in pelle, velluti e finte pelli FABBRICA DIVANI SALOTTI POLTRONE Sconti extra e facilitazioni ai dipendenti FIAT muniti di tesserino 10132 TORINO - Corso Casale 313/6 Telefono (011) 899.94.01 /89.36.25 _ una casa per tutti. MAXYmh«I»III Torino-Via S.Domenico 30-tel.541668-547694 AGENZIA A SERVIZIO COMPLETO Un nome amico nel campo immobiliare. La nostra esperienza e serietà è a Vostra disposizione per qualsiasi problema di compravendita case, ville, alloggi, terreni ecc. Affitti, amministrazioni. Perizie Gratuite. Assistenza completa fino all'atto notarile. Possibilità crediti e mutui bancari. 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