energia elettrica è di 150 mila TEP. Il metano è il combustibile più utilizzato e fornisce il 53 percento del-l'energia consumata dal Gruppo. «Da questi dati - sottolinea Rowinski - emergono alcune importanti indicazioni: la Fiat produce un'elevata percentuale del proprio fabbisogno energetico, con elevati rendimenti e alleggerendo il bilancio energetico nazionale; inoltre utilizza sempre più metano, il più "pulito" tra i combustibili fossili». Per quanto riguarda il consumo di acqua, spicca l'indice di ricircolo della Teksid, che recupera il 74 per cento del proprio fabbisogno (41 mila metri cubi l'anno). In media, il Gruppo riutilizza, dopo trattamento, il 48 per cento dell'acqua impiegata nelle lavorazioni: una percentuale già alta e destinata ancora ad aumentare come dimostra l'installazione di due nuovi impianti di trattamento delle acque primarie a Termini Imerese e a Pomigliano. I residui complessivi del Gruppo ammontano a 828 mila tonnellate l'anno, delle quali, in media, si ricicla il 65 per cento (nel '92 era il 61 per cento). Fiat Auto e Iveco, poi, riciclano addirittura il 79 per cento dei residui. Sul fronte dei solventi alogena-ti (contenenti cloro), infine, se ne sta riducendo rapidamente l'impiego (dalle 800 tonnellate del 1991 ameno di 400nel '93). «Per la Fiat - conclude Rowinski - il 1993 si chiude, sul fronte ambientale, con risultati positivi, punto di partenza per nuove iniziative e ulteriori'miglioramenti. La difesa dell'ambiente, d'altronde, è ormai entrata a far parte delle regole di una corretta gestione aziendale, al di là dei vincoli etici e di legge. Fiat, dal canto suo, non ha ridotto gli sforzi in questo campo neppure nei momenti difficili: questa è la migliore testimonianza della continuità del nostro impegno». ■ Energia e rifiuti. Reggio Emilia è la prima città che ha avviato, nel 1976, la raccolta separata delle pile scariche. E ora vanta anche un altro primato. Con il sistema differenziato, recupera dieci tipi di rifiuti diversi: vetro, carta, pile, lattine di alluminio, ferro, legno, farmaci scaduti, fitofarmaci, oli vegetali e contenitori di rifiuti urbani pericolosi. L'energia prodotta dai rifiuti copre il tre per cento del fabbisogno di energia elettrica della città e garantisce il teleriscaldamento per il 15 per cento dei 135 mila cittadini. Carta. In Italia la carta si spreca. Secondo i dati dell'As-sorecuperi, quattro milioni di giornali usati, cartoni, e ogni genere di rifiuto cartaceo imbocca per il 90 per cento delle volte la strada della discarica, con grave dispendio di soldi, visto i costi che si devono sostenere per lo smaltimento, e di energia. Per contro importiamo, soprattutto dalla Germania, 722 mila tonnellate di carta da macero. Il paradosso si commenta da solo. Mare "mostrum". Ogni anno il Mediterraneo è percorso da navi che trasportano oltre 200 milioni di tonnellate di petrolio, senza contare le unità minori che trasferiscono greggio e prodotti raffinati lungo le coste. Risultato: negli ultimi vent'anni si sono registrati nel "mare nostrum" 96 disastri ecologici. Il danno più grave, però, è arrecato dalla naviga- zione normale: ogni anno, in silenzio, si riversano in acqua oltre 630 mila tonnellate di rifiuti oleosi provénienti da stazioni di pompaggio, perdite di navi, lavaggi clandestini delle cisterne. Mulini a vento. Entro quest'anno l'Enel contadi raddoppiare la potenza degli impianti per la produzione di energia elettrica con macchine eoliche, i "mulini a vento ' di una volta in edizione moderna,.con tecnologie di tipo aerospaziale. Ultimata la costruzione degli impianti di Monte Arcosu (Oristano) e di Collarmele (L'Aquila) dovremmo arrivare a una potenza installata di 20 megawatt (Mw), ossia 20 mila ki-lowatt. Un piccolo passo verso i 300 Mw complessivi, previsti dal Pen (Piano energetico nazionale). ILLUSTRATO ♦ SETTEMBRE 1994 17