ILLUSTRATO ♦ SETTEMBRE 1994 109 dino - abbiamo fatto alcuni scambi di atleti. Così le due squadre, che erano già forti, oggi sono più equilibrate e complete. Noi abbiamo rinforzato il nostro settore femminile, loro quello maschile. Il CUS, infatti, ha vinto.il titolo maschile della categoria allievi. Così Torino è diventata la capitale dell'atletica giovanile. E questo fa piacere a tutte e due le società». Ed ecco le protagoniste che raccontano di se stesse, la loro passione sportiva, la famiglia, il tempo libero, la scuola. Myriam Scaman-gas frequenta il liceo classico. Dice: «Ci alleniamo tre o quattro volte la settimana, in genere tra le 4 e le 6 del pomeriggio. La mattina si passa a scuola e per lo studio, spesso, restano solo le ore serali. Potrebbe sembrare un sacrificio, ma a me questa vita piace». Myriam corre i 100 metri e la staffetta 4 per 100 (in questa disciplina la Sisport si è qualificata seconda). Giulia Mucci gareggia nelle stesse specialità (terza a Bisceglie nei 100 metri) e frequenta il liceo pedagogico. Dice: «A volte far coincidere le esigenze della scuola e quelle dello sport è difficile, ma non impossibile. Chi nutre una passione vera è disposto a qualche sacrificio per soddisfarla». Ma fra tante discipline come si fa a sapere qual è la più adatta alle proprie capacità? Spiega la velocista Roberta Sommo: «Sono gli allenatori che consigliano una specialità piuttosto che un'altra, secondo le attitudini». (A volte accade - ma è l'eccezione che con- Conclude Roberta: «Chi è molto veloce nella corsa con le giuste conoscenze tecniche può saltare anche molto lungo». Simona Zorzetto (la madre ha lavorato in Fiat) ai campionati nazionali è arrivata quinta nei 200 metri e terza nei 400. Parla degli allenamenti: «Ce ne sono di due tipi - spiega -. Quello invernale è più duro, con le corse lunghe, fino a 3200 metri. È proprio faticoso, e per di più, si fa in un pe- Tante ragazze, tante storie. Saranno famose? «Certo non tutte - dice Gaudino -. Il nostro obiettivo è seguirle fino al termine della scuola superiore. Dopo, chi vuole continuare deve fare una scelta decisiva. E tutto diventa più impegnativo. In ogni caso qui si possono imparare alcuni valori fondamentali che poi ti accompagnano per tutta la vita: lo spirito di sacrificio, l'impegno, il lavoro in gruppo. E non è poco». ■ ferma la regola - che l'allenatore sbagli. Clamoroso fu l'errore dell'insegnante di ginnastica che consigliò a Livio Berruti di provare con i 1500 metri, perché la velocità non era per lui). «Può capitare - prosegue Roberta - che ti scelgano per una gara diversa da quella che vorresti. La maggior parte di noi, comunque, si specializza in un gruppo di gare affini: cento e 200 metri, oppure 1500 e 3000, o ancora salto in lungo e salto triplo». riodo lontano dalle gare. In primavera le distanze diminuiscono, e c'è nell'aria l'attesa delle competizioni. La preparazione si completa con esercizi che impegnano tutto il corpo, e si diversifica nelle varie specialità». Simona frequentali liceo scientifico e quando le chiediamo per- * ché ha scelto l'atletica risponde: «Prima ho fatto anche danza e pallacanestro, ma l'atletica mi ha conquistata. Perché correre è bello». Claudio Gaudino, a sinistra in piedi, con alcune ragazze della squadra. Nellapagina precedente: l'allenamento sulla pista di via Olivero a Torino