una ragione in più per mettere in campo tutto l'orgoglio degli uomini Fiat. Un orgoglio che saprà manifestarsi ancora una volta, confermando l'Azienda nel suo ruolo leader sui mercati e simbolo della creatività e della laboriosità italiane». E proprio della "nuova Fiat" che sta prendendo forma ha parlato Cesare Romiti: «Un'Azienda - ha detto -decisa a progettare, produrre e vendere sempre più in sintonia con le esigenze del grande pubblico dei consumatori europei». Questa immagine positiva, basata sui nuovi prodotti, non deve però far sottovalutare le gravi difficoltà del momento. «I risultati che il Gruppo ha conseguito nel 1993 - ha detto l'amministratore delegato - non sono affatto positivi. In tutti i principali Settori abbiamo dovuto misurarci con una crisi dei mercati profonda, generalizzata, di dimensioni largamente superiori al previsto». La caduta della domanda ha reso ancora più aspra la battaglia competitiva, con una forte riduzione dei prezzi. Anche il gruppo Fiat, come tutti gli altri produttori automotoristici, chiuderà l'anno con un peggioramento dei conti economici. Il cattivo andamento ha anche aggravato la situazione finanziaria, già sotto tensione per gli imponenti investimenti in corso. «Siamo fermamente convinti -ha detto ancora Romiti - che è necessario proseguire sulla strada dello sviluppo. Ma se non riusciamo a raddrizzare con decisione e con rapidità la situazione di oggi, non saremo capaci di provvedere a tutto ciò che è indispensabile per renderla migliore domani». Come reagisce allora la Fiat alla difficile situazione attuale? Spiega Romiti: «Ci siamo dati una strategia molto precisa, che ruota attorno a due cardini: un rigoroso contenimento dei costi e un'accelerazione di tutti quei cambiamenti strutturali che pos- sono portare a un miglioramento permanente della competitività. La questione più urgente, direi vitale, è equilibrare i conti economici, in modo che l'autofinanziamento torni a sostenere gli investimenti. Bisogna perciò porre ancora maggiore attenzione nel rendere più efficiente il ciclo produttivo, nell'ottimizzare l'impiego delle risorse finanziarie, nel rispettare tempi e costi dei programmi». Ma c'è un altro nodo cruciale: i costi di struttura non sono proporzionati a livelli così bassi di vendita. «Perciò andranno compressi con molto rigore - ha aggiunto Romiti - eliminando attività, magari utili, ma che non ci possiamo più permettere e per le quali potremo rivolgerci in modo più economico all'esterno. Questo vuol dire imparare a lavorare in modo nuovo, ancora più snello. Il cambiamento delle strutture e delle logiche organizzative è la seconda direttrice lungo la quale dobbiamo muoverci a tappe accelerate». I progressi sulla strada che porta all'azienda corta e alla fabbrica integrata non sono ancora sufficienti. Bisogna fare un salto di mentalità, per dare concretezza al principio della "centralità del cliente" e per diffondere in tutta l'Azienda, a ogni livello, una mentalità imprenditoriale. La competitività, infatti, è il risultato di un gioco di squadra in cui tutti devono muoversi in modo coerente e veloce. C'è poi un'importante questione, legata tanto alla necessità di riorganizzare il lavoro in fabbrica e negli uffici, quanto a quella di comprimere i costi e migliorare l'efficienza. È la delicata questione della riduzione del numero dei dipendenti per renderlo compatibile con la nuove esigenze aziendali. Il problema è duplice: deve tener conto da un lato della necessità temporanea di commisurare il numero degli addetti ai volumi di produzione, dall'altro dell'esigenza di abbassare in mo- do permanente i costi di gestione. Romiti ha aggiunto: «Confidiamo che a partire dal 1996 la Fiat avrà una forte posizione di mercato che ci potrà consentire il riassorbimento di molti lavoratori». Il terzo pilastro della strategia Fiat è il programma d'investimenti, che viene attuato a ritmo sostenuto. La metà dei 40 mila miliardi programmati per gli Anni Novanta sono già stati impegnati in uno sforzo senza precedenti per rinnovare i modelli, ammodernare le fabbriche, rafforzare le reti di vendita. E da qui che dipende il futuro dell'Azienda. Un quarto obiettivo strategico infine, quello di assicurare i mezzi finanziari necessari allo sviluppo. La Fiat gode sempre di largo credito da parte dei mercati finanziari e degli investitori. Il recente aumento di capitale, il più importante nella storia della Borsa italiana, è stato un grande successo: il 99,9 per cento delle nuove azioni sono state sottoscritte dagli azionisti. «È una fiducia - ha detto Romiti - che ci viene innanzitutto dal tradizionale gruppo di controllo dell'Azienda. E fiducia alla Fiat viene anche dalle grandi istituzioni finanziarie italiane e internazionali, invitate a rafforzare con la loro presenza la compagine societaria e coinvolte nella gestione dell'Azienda». «Ma la prima vera risorsa - ha aggiunto l'amministratore delegato - è la fiducia delle sue persone: fiducia in ciò che loro stesse fanno e fiducia in ciò che l'Azienda sta facendo. Andiamo incontro a sfide estremamente dure. Le energie intellettuali e morali che ci permetteranno di superare questo momento dovremo trarle tutte da noi stessi». «Ma - ha concluso Romiti - la nostra Azienda ha grandi potenzialità. Valorizzarle dipende solo da noi, da quello che facciamo con il nostro lavoro, con il nostro impegno quotidiano, dalla nostra volontà di vincere». ■ ILLUSTRATO ♦ GENNAIO 10 94 6