Fondazione per l'osteoporosi L'IMPORTANTE E' PREVENIRE Colpisce gli anziani, soprattutto le donne: una su quattro, a partire dai 65 anni. L'osteoporosi non fa parlare televisione e giornali, ma è un grave problema per le famiglie e per la società. In prima linea contro questa malattia, legata all'età ma aggravata dalla vita sedentaria, dalle diete con scarso apporto di calcio e dal fumo, è scesa a Torino la Fondazione per l'osteoporosi Piemonte. Nata nel 1986 per iniziativa di alcuni medici e di un gruppo di volontari, raccoglie fondi per acquistare apparecchiature diagnostiche, organizza convegni, diffonde opuscoli informativi. «Tutto grazie alla generosità della gente, a garanzia di un'informazione corretta», precisa Claudia Matta, imprenditrice torinese e segretario generale della Fondazione. «L'osteoporosi - spiega - è una malattia sociale. Una maggiore in- formazione può aiutare a prevenire le conseguenze più gravi». La perdita di massa ossea provoca dapprima danni alla colonna, che si accorcia e s'incurva. Poi insorge la fragilità degli arti, con fratture tipiche come quella al collo del femore. Secondo un recente studio, questo genere di frattura colpisce in Italia 171 persone ogni 100 mila abitanti, con un costo per la degenza ospeda- liera di 400 miliardi l'anno, al quale bisogna aggiungere le spese per l'assistenza successiva al ricovero e per la riabilitazione. E con il progressivo aumento degli anziani e della vita media, il peso sociale e umano di questa malattia è destinato a crescere. L'osteoporosi si può combattere sin da giovani: un'alimentazione corretta durante i primi 35 anni di vita consente, infatti, di "met- tere in banca" il calcio in attesa della terza età. Per gli anziani e per le donne (anche prima della menopausa) è importante la diagnosi precoce. Dice Claudia Matta: «L'osteoporosi va combattuta prima che si faccia sentire. La vera sfida è sensibilizzare sia l'opinione pubblica sia i medici, soprattutto quelli "di base". Perciò la Fondazione organizza convegni d'aggiornamento e finanzia borse di studio». Per la diagnosi occorrono apparecchiature per la densitometria: costano centinaia di milioni, ne esistono poche e tutte con lunghe liste d'attesa. «Quest'anno - dice il segretario generale dell'associazione - ne doneremo una a un ospedale piemontese». E annuncia la prossima istituzione di un "numero verde" al quale telefonare per ricevere informazioni sull'osteoporosi. I CIBI INDICATI Aggiungete un po' di calcio nel piatto, raccomandano gli specialisti. Ma come e dove procurarselo? Qui sotto trovate le dosi contenute in alcu- ni fra gli alimenti più comuni. Basta quindi fare quattro somme per verificare se la propria dieta contiene il prezioso minerale nella misura adeguata. L'indirizzo della Fondazione per l'osteoporosi Piemonte è via Sagliano Micca n°3 10121 Torino. Chi desidera informazioni o vuole sostenere le sue iniziative può chiamare lo 011/5612299. 400 mg 4 arance grosse 3r> grammi di parmigiano grammi di mozzarella di bufala 300 mg 50 grammi di gorgonzola o fontina fichi 2 yogurt 24 mandorle gamberoni I etto di cicoria da taglio 200 mg porzione di polpo o di calamari (200 grammi circa) bicchierone di latte 2 porzioni di radicchio mozzarella di mucca fior di latte (125 grammi circa) 100 mg 1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato 4 carote medie 1 gelato al fior di latte porzione di spinaci (150 grammi circa) 1 porzione abbondante di indivia ostriche 1500 mg La dose quotidiana di calcio raccomandata dalle autorità sanitarie è di un grammo e mezzo: la si può ottenere con: 1 etto di grana, 1 4 di pollo, porzione di fagioli, 2 bicchieri di latte, yogurt, etto di cicoria, 4 carote, porzione di polpo, porzione di indivia, 2 arance