Persone, ambiente, veicolo Conoscere per prevenire Proposte Elasis e Csst per analizzare e ridurre gli incidenti. L'esempio di alcune città europee La sicurezza stradale è tema destinato ad assumere un peso sociale crescente, poiché la mobilità dei passeggeri e delle merci è in continua espansione. Veicoli più affidabili, abitacoli a prova d'urto, sistemi di navigazione satellitare, dispositivi antinebbia e anticollisione, guide magnetiche, trasporti pubblici innovativi sono questi alcuni degli obiettivi che la ricerca internazionale si è proposta per rendere più sicuri i nostri spostamenti. In tre recenti convegni - a Napoli, Torino e Bologna - è stato fatto il punto su alcuni progetti e sui primi, importanti risultati, illustrato dedica loro questo "speciale". Il primo dato significativo viene dall'incontro svoltosi l'8 febbraio a Napoli: gli incidenti si possono ridurre e rendere meno gravi anche con il ricorso alle più moderne tecnologie informatiche e di ricerca multidisciplinare. Ne hanno parlato all'Unione Industriale Cesare Annibaldi, responsabile delle Relazioni Esterne e Comunicazione del Gruppo Fiat, Pierluigi Ardoino, responsabile tecnico legislativo della Sicurezza stradale di Fiat Auto, e Mario Carrara, direttore generale del Csst (Centro studi sui sistemi di trasporto). «L'impegno per la sicurezza da parte dei costruttori di autoveicoli - ha ricordato Annibaldi aprendo i lavori - è a tutto campo e ha consentito, negli ultimi vent'an-ni, una rilevante e progressiva riduzione del numero degli incidenti, nonostante l'aumento delle vetture circolanti». Il 1995 è l'anno europeo del "giovane guidatore" e prevede una serie di iniziative tese proprio alla prevenzione degli incidenti e all'educazione stradale. Il loro orizzonte sarà ampio e finirà per coinvolgere anche i meno giovani: la sicurezza, infatti, dipende non soltanto dall'affidabilità del veicolo, ma anche dalla sua corretta manutenzione, dalle condizioni fisiche e psichiche del conducente, dall'ambiente, dalle infrastrutture e dall'educazione di tutti i cittadini, pedoni compresi. Come sempre, occorre conoscere per prevenire. Ha detto Annibaldi: «Riteniamo possibile ridurre gli incidenti, analizzandone le cause e varando interventi preventivi che tocchino, al di là del costante impegno sul prodotto, tutte le aree attinenti la sicurezza». La Fiat ha presentato due progetti. Il primo si chiama "Conoscere per prevenire" ed è stato sviluppato da Elasis-Sistema di Ricerca Fiat per il Mezzogiorno, insieme con la Facoltà di Medicina della Seconda Università di Napoli, la Polizia stradale e l'Istituto di ricerche psicologiche "Ernesto Lugaro". L'obiettivo è proprio l'accertamento delle cause degli incidenti, per formulare le contromisure che ne ridurranno il numero e la gravità. Il secondo progetto, realizzato dal Csst e denominato "MapS" (Mappe per la Sicurezza), consentirà di rilevare e analizzare gli incidenti urbani. Il programma, in prova a Torino, è adattabile a ogni città e permetterà di intraprendere azioni di prevenzione, con interventi sui flussi di traffico e sulle infrastrutture. «"Conoscere per prevenire"- ha spiegato Pierluigi Ardoino - è stato lanciato nel territorio compreso fra Napoli e Caserta. Un "polo" composto da esperti del veicolo e del traffico, medici e psicologi studia il tipo di ► ILLUSTRATO ♦ MARZO 1995 15