uno sguardo dal "pipitter" alla testa del team Ci on il capo squadra Antonio Candiotto è andato in pensione anche un modo di costruire le auto-, mobili. Quello del "pipitter" (il mobile-scriva-' nia dei capi) e del "barachin" (il contenitore di ferro smaltato in cui l'operaio portava la colazione). Aspetti forse esteriori, ma appartenevano a una generazione di uomini che ha fatto grande la Fiat. Alla fine degli anni Ottanta, insomma, è tramontato un modo di produrre per molto tempo all'avanguardia, ma non più adeguato al mercato del Duemila. Per essere competitivi occorreva una diversa organizzazione. E proprio quando Candiotto salutava le linee della Uno, in officina si cominciava a sperimentare la "fabbrica integrata". Antonio Candiotto, 59 anni, è andato in pensione il 31 dicembre 1989, dopo aver fatto per vent'anni il capo squadra a Mira-fiori Carrozzeria. Ci sono diversi Candiotto nella storia della Fiat. Il primo, Giuseppe, nato a Treviso, è arrivato a Torino nel primo dopoguerra. Lo hanno seguito i tre figli: Antonio, Marcello, che ha lavorato alla FiatAvio e Giovanni (Meccaniche di Mirafiori). Ora Lino, 28 anni, figlio di Antonio, è impiegato all'ufficio Acquisti di Fiat Auto. Antonio è stato assunto al Lingotto nel 1960: oltre alle automobili si producevano anche elettrodomestici. Lui verniciava frigoriferi per otto ore al giorno e guadagnava 73 mila lire al mese. Nel '64 è stato trasferito a Mirafiori, sulla linea della 850. Ricorda: ► i Antonio Candiotto, 59 anni, e Renato Papandrea, 32anni. Nell'altra pagina: l'ex capo squadra e il capo ute insieme a Mirafiori capi ute (unità tecnologica elementare) sono l'emblema della nuova Fiat Auto. Lavorano al computer, si spostano con il "cerca-persone" e prendono le decisioni insieme con il loro team. Intorno a questa figura, nata all'inizio degli anni Novanta, è stata cucita la fabbrica integrata: il nuovo modo di costruire automobili che mette al centro l'uomo e la professionalità. L'ute è la cellu- ÌB| I la vitale della fab-mm brica: tutti si sforzano per metterla in condizione di operare al meglio. Dal-l'ute l'Azienda non n^B si aspetta solo otti- me automobili, ma ^^ anche un contributo creativo. La fab-A brica integrata, in-$4 somma, è come un i organismo che si rigenera e si evolve ogni giorno per es-JfV sere competitivo. ^B^^HH Una di queste "cellule" è guidata JflH^^B da Renato Papan-j|jÈ drea, 32 anni, di ; Nichelino (Torino). Perito meccanico, lavora alla Fiat Au-to dal 1989. Appena assunto, ha fatto un corso di cinque mesi all'Isvor, poi è stato assegnato alle tecnologie di Mirafiori. Dice: «All'inizio stavo in ufficio e compilavo i cicli di lavorazione, cioè la sequenza delle operazioni necessarie per costruire un'auto. Scendevo in linea raramente. Poi abbiamo cominciato a lavorare secondo i nuovi principi. Sono cambiate molte cose. Passo più ore in officina, accanto ai colleghi degli altri enti, agli addetti della linea e ai fornitori. Il ciclo adesso nasce lì, con il contributo di tutti. Il ► ILLUSTRATO ♦ MARZO 1995 31