razione sono ristrette) e, soprattutto, soddisfa il cliente». Sono quattro anni che la Fimit lavora in "co-design" con Fiat Auto. Dopo aver realizzato la Punto, i tecnici hanno iniziato a progettare i futuri modelli Lancia e Fiat. Anche nel settore degli "isolanti" l'evoluzione tecnologica è incessante. Nuovi materiali e processi produttivi consentono di risparmiare sui pesi (mediamente cinque chili in meno) e, quindi, sui consumi. Grazie ai rivestimenti dell'ultima generazione, il pannello isolante del cruscotto della Tipo pesa sei chili, quello del modello che la sostituirà solo quattro e mezzo. Il risultato è ancora più significativo se consideriamo che sono migliorate le caratteristiche insonorizzanti. «La collaborazione con Fiat Auto - dice Moriondo - si sta rilevando proficua. Il nostro ruolo è cresciuto, così come la partecipazione e la responsabilità. Siamo fornitori della Fiat dal 1950, ma è solo negli ultimi quattro-cinque anni che i rapporti si sono intensificati. Adesso mettiamo a disposizione il nostro "know how" fin dalle prime fasi della progettazione». Abbiamo visitato lo stabili- mento della Fimit di Vicolungo, vicino a Novara, dove nascono i rivestimenti termoacustici. La fabbrica è stata costruita nell'80 e dà lavoro a 64 persone su due turni. La produzione inizia dallo sfilacciato di cotone che arriva dalle aziende tessili: i fiocchi passano attraverso la tramoggia e sono distesi su un tappeto rotante. Per rinforzare la trama e aumentare le proprietà isolanti si aggiungono fibre di vetro. Si forma così un soffice materassino di tessuto, spesso un paio di centimetri, sul quale si spruzza la resina che serve da collante. I pannelli, dopo essere stati tagliati a misura, passano al reparto stampaggio. Prima vengono abbinati a uno strato di materiale plastico (indispensabile per ottenere un prodotto con elevate caratteristiche isolanti) poi pressati per assumere la forma e lo spessore desiderati. L'operazione si svolge a 200 gradi, perché il calore rende malleabile il materiale e incolla il "materassino". È anche possibile aggiungere (nel caso del parafiamma) uno strato ignifugo di alluminio che fa da barriera termica. Lo stabilimento è dotato di linee di stampaggio flessibili. La>- ILLUSTRATO ♦ MARZO 1995 35 Lo studio di un nuovo rivestimento nel laboratorio della Fimit. In alto: Enrico Moriondo riceve da Paolo Cantarella il premio "Qualitas". Nella pagina precedente: veduta aerea dello stabilimento di Torino