ri sono di tipo MacPherson, quelle posteriori adottano lo schema ad assale rigido con balestre longitudinali. Nel 1983 nasce la Panda 4x4, che oggi è disponibile in due versioni, Trekking e Country Club: 1100 centimetri cubi di cilindrata e 54 cavalli. Un'auto capace di cavarsela con disinvoltura sulle mulattiere e sui fondi innevati o fangosi. Tre anni dopo viene presentata la versione a gasolio: motore 1300 e potenza di 37 cavalli. Esce di produzione dopo appena tre anni, a causa della pesante imposizione fiscale sul "superbollo". Nel 1986 debutta anche la Panda Fire, disponibile nelle versioni con 750 o con 1000 centimetri cubi di cilindrata. L'anno dopo, ecco un'altra novità meccanica per migliorare sicurezza e confort di guida: sospensioni posteriori con molle elicoidali al posto delle balestre. Il risultato si vede nella risposta dinamica del retrotreno, più "Quasi quasi, mi rifaccio la Panda" E ra bella, la mia macchina di allora. Bella come poteva esserlo una "media" tedesca degli Anni Settanta: né bombata né squadrata, con rivestimenti morbidi e tessuti di qualità. Grande quanto bastava, già all'epoca, per dover imprecare ai pochi posteggi delle città; però comoda, soffice, capace degli allora canonici "dieci con un litro". Quando fu l'ora di sostituirla, presi come una provocazione la proposta del salonista che mi offriva l'ultima nata di casa Fiat. Ma come: una macchina quella cavalletta? Ero perplesso, ma l'idea di ritrovare, appena un po' cresciuto, il bicilindrico della mia prima "500", solleticava il portafogli oltre che le nostalgie. Perciò accettai la sfida. Con fatica la feci accettare anche a mia Federico Buffoni, responsabile all'Ufficio stampa del Coni a Genova, ama i jeans, le trattorie, le strade di campagna, e soprattutto la Panda. Sinora ne ha avute 9. Qui sotto ci racconta perché confortevole e progressiva. Nel 1991 nasce una nuova versione: la "Selecta", con cambio automatico di tipo ECVT, cioè a variazione continua dei rapporti. E' anche l'anno della Panda "Elettra", la prima auto elettrica commercializzata dalla Fiat. Oggi adotta un motore alimentato da batterie al piombo-gel, con carica batterie sistemato nel vano motore, anziché nel bagagliaio, come nella prima versione. La velocità massima è di 70 chilometri l'ora, l'autonomia di 100 chilometri ai 50 all'ora costanti. Un computer di bordo segnala il consumo di corrente. E la storia continua. ■ moglie, riservandomi di "fare soltanto una prova" e scegliendo perciò una Panda 30 usata «tanto per vedere se cammina davvero o se è un giocattolo di moda che fra due anni esce di produzione». La lavatrice, come la chiamavano gli amici per via di quel girare da centrifuga del suo motorino, fu scioccante per almeno un mese: col busto eretto e le spalle diritte, sembrava di stare sulla sedia di tela del bagnino. Però lei andava sempre, trovava posto dappertutto e mi faceva arrivare alla sera senza mal di schiena. Altre sue rivincite non tardarono. Cominciarono con il trasporto di un comò nella casa di campagna. Proseguirono con qualche audace esplorazione fuori dall'asfalto. Si irrobustirono con un paio di "massacri" che le inflissi su e giù per le mulattiere impossibili della Corsica. 1 trasporti andarono a meraviglia. Le conseguenze delle scorribande sui prati si limitavano al dover toglier fango, rami e foglie dal sottoscocca. I massacri di Corsica furono riparati con un quarto d'ora di fiamma ossidrica da un meccanico di Porto Vecchio che, compiaciuto, saldava e rideva: «C' est formidable, la Panda!». Da allora, un crescendo. Il colpo di fulmine aveva contagiato l'intera famiglia, che a tutt'oggi, di Panda, ne ha avute e usate in tutti i modi, collezionando nove esemplari e motorizzazioni varie. Arrivarono, in successione, le "Fire", la "Young", la prima stupefacente 4x4 col motore che era stato della mitica Al 12. In precedenza, ovviamente, un paio di "30" nuove avevano dato il cambio a quell'usato color avorio che aveva fatto scoccare la scintilla della passione. Il nucleo familiare avvicendava le Panda come se fossero paia di scarpe. Consapevole che non erano quelle di coccodrillo da trattare con tanti riguardi, ma indistruttibili camperos in buona, vecchia e sana pelle, giusti per ogni tempo ed ogni luogo. Ultima, e tuttora in servizio, una 4x4 rossa, motore Fire, che con quattro soldi continua a ricevere poche, indispensabili cure, esibendo una data di nascita ormai lontana. Ma adesso sono io a cercare la provocazione, per vedere fino a che punto saprà arrivare. La torchio come non ho mai fatto - lo confesso - con nessuna delle sue otto "precedenti". Certo, di strada ne ha fatta, e un giorno mi deciderò a cambiarla. Beh. per come mi sono abituato, la sostituirò con una macchina piccola fuori e grande dentro, robusta ed economica, senza fronzoli né diavolerie elettroniche, che assolva un compito solo: portarmi sempre dappertutto, con ogni tempo e su qualunque strada. Quasi quasi, mi compro una Panda. Federico Buffoni ILLUSTRATO ♦ MARZO 1995 27