GIUBILEO DEL DUEMILA RUINI CONFERMATO PRESIDENTE DELLA CEI JJ: n avvenimento di grande interesse per la Chiesa intera è il Giubileo dell'anno Duemila. Per celebrarlo degnamente Giovanni Paolo II ha scritto una lettera apostolica, invitando la Chiesa a un cammino triennale di riflessione e di conversione. II 1997 sarà dedicato a Gesù Cristo e al tema della fede; il '98 allo Spirito Santo e alla speranza; il '99 a Dio Padre e alla carità. Nella preparazione del Giubileo, Torino sarà coinvolta in modo particolare con l'ostensione della Sindone: nel '98, anno dedicato a Gesù Cristo, e nel 2000, perché il nuovo millennio inizi La Sindone custodita nel Duomo di Torino puntando gli occhi sul mistero di Gesù Cristo, Figlio di Dio, morto e risorto. Sono attesi milioni di pellegrini. Torino, la città del miracolo eucaristico, di don Bosco e del Cottolengo si preparerà ad accoglierli con la consapevolezza delle sue radici cristiane. Essere cristiani, oggi come ieri, è vivere e testimoniare la fede, la speranza e la carità. r j iovanni Paolo II ha riconfer-¿J mato il cardinale Camillo Ruini alla presidenza della Cei (Conferenza episcopale italiana) per il prossimo quinquennio. Per Ruini la testimonianza cristiana nella società non può ridursi ad uno sterile intimismo: i cristiani devono avere il coraggio di entrare nella storia, senza presunzioni ma anche senza complessi, chiedendo a Dio «una penetrante intelligenza della fede, che sappia mettere in luce le ragioni della Verità nell'attuale contesto». È del cardinale Ruini "il progetto culturale" per il rapporto fede-cul-tura, vera sfida del Duemila per le comunità cristiane. • Don Juan Edmundo Vecchi, 65 anni, argen- valori che contano" tino e figlio di immigrati italiani, è stato eletto Rettor maggiore dei Salesiani. È l'ottavo successore di don "Bosco e il primo non italiano a capo della congregazione fondata per educare i giovani. Don Vecchi è il punto di riferimento per 18 mila religiosi, per le 17 mila Figlie di Maria Ausiliatri-ce, per i 30 mila cooperatori e cooperatrici, oltre che per migliaia di allievi ed ex allievi salesiani in tutto il mondo. don Gianni Carrù Pagine a cura di don Gianni Carrù UN UOMO CONVERTITO Alcuni rapinatori, sul finire degli anni Sessanta, terrorizzarono II Piemonte e la Lombardia con ì loro assalti alle banche che awenivano sempre il lunedi. Lì guidava un giovane torinese, Pietro Cavallero, perito conciaio che aveva fatto il tranviere e sognava la rivoluzione. Arrestato dopo l'ultima sanguinosa rapina a Milano, fu condannato all'ergastolo. Stava scontando la pena a Porto Azzurro quando, durante la rivolta dell'87, incontrò Ernesto Olivero, fondatore del Sermig: un avvenimento che ha cambiato la sua vita. Dal '92, Cavallero è in libertà vigilata a Torino e lavora al Sermig: non è un pentito, è un convertito, il che è ben diverso. E spiega di avere «toccato con mano la misericordia di Dio nei cappellani delle carceri, nei volontari del Sermig, in molti carabinieri e poliziotti che mi hanno trattato con molta umanità». Pietro Cavallero ora parla di "redenzione", citando san Paolo, sant'Agostino, san Tommaso. «Bisogna morire dentro come cristiano. Solo se riesci a farlo, ti salvi. Provo orrore per quanto ho compiuto. Ma mi ha sconvolto di più il perdono dei parenti di alcune vittime dei nostri misfatti». Di fronte a quest'uomo anziano e malato, che aluta gli extracomunitari e tiene i contatti con i detenuti, viene in mente l'incontro di Gesù con Zaccheo, con l'adultera e I peccatori. Riaffiorano le sue parole di misericordia e di perdono: «Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra... Va e d'ora in poi non peccare più» (Gv 8,7.11). ILLUSTRATO LUGLIO 1996 cri