► Marea Weekend ha porte posteriori diverse da quelle della berlina e alcune soluzioni estetiche esclusive: fra queste, il fanale posteriore grigio "ghisa" che raggruppa le funzioni di luci di posizione, stop, retronebbia e retromarcia. Funzionali le barre sul tetto, con una forma allungata e molto robuste. Tanti piccoli dettagli migliorano la qualità della vita a bordo: il blocco di sicurezza degli appoggiatesta, il tasto unificato "Max-Def" per disappannare nel più breve tempo possibile i vetri, gli alzacristalli elettrici a prova di bambino, la "serratura intelligente" che chiude i finestrini e il tettuccio dimenticati aperti senza dover rientrare in auto. I comandi (la radio è di serie) sono concentrati in modo razionale nella parte centrale della plancia: grandi, ben visibili anche di notte o con poca luce, facili da azionare. Sia la berlina sia la station wagon sono disponibili in tre allestimenti - SX, ELX e HLX - per un totale di diciassette versioni. Dodici i colori per Fiat Marea e altrettanti quelli per Marea Weekend. La plancia è disponibile in due tinte (grigio o beige) che si armonizzano con le finizioni. I rivestimenti interni, in tessuto per l'allestimento SX e in velluto per le versioni ELX ed HLX, hanno disegni originali, che si ripetono sui pannelli delle porte. Il sedile del guidatore, tra l'altro, possiede un supporto lombare che nelle versioni ELX ed HLX è regolabile con un comando manuale. UOMINI E TECNOLOGIE COME NASCE UNA MAREA Ergonomia, abitabilità, facilità di guida e un ciclo produttivo all'insegna della qualità: i protagonisti della Piattaforma D raccontano come hanno progettato e come costruiscono la nuova medio-alta Fiat Una "marea" di novità: è uno slogan che esprime bene la personalità della nuova vettura medio-alta Fiat. Novità nate dal lavoro della Piattaforma D, il gruppo interfunzionale che ha sviluppato il progetto e che ora assiste lo stabilimento di Mirafiori affinché la qualità del prodotto sia sempre costante. Renzo Porro, coadiutore del direttore tecnico e responsabile della Piattaforma, spiega: «Il segmento D, cui è destinata la Marea, costituisce il 23 per cento del mercato europeo globale, per un totale di oltre due milioni e seicentomila vetture l'anno. Si tratta, quindi, di un'area cruciale. Marea si propone, nelle versioni berlina e station wagon, a una clientela diversificata: dalla famiglia al professionista single. È un'auto adatta alle lunghe percorrenze e come tale garantisce un'elevata qualità della vita a bordo». Può fare qualche esempio? «La climatizzazione, la manovrabilità, la silenziosità. Il suo indice di abitabilità è ai vertici della categoria. Alcuni sistemi importanti per il confort, come i sedili, sono stati studiati con criteri innovativi. Il bagagliaio è capiente e dotato di utili attrezzature. I motori sono potenti ed elastici, i consumi contenuti. La sicurezza, soprattutto quella passiva, è già in linea con le norme che la Cee fisserà alla fine del decennio: scocca e te- laio, in particolare, garantiscono una protezione eccezionale in caso di urto laterale. La manutenzione è facile e poco costosa. Con simili caratteristiche, Marea finirà per catturare anche molti clienti dei segmenti superiori». Gianluca Tornei, della Direzione Tecnica, si è occupato di ergonomia, e cioè di tutti gli aspetti che rendono piacevoli la guida e la permanenza a bordo. Cita il volante di nuova forma, i sedili comodi e avvolgenti e sottolinea che si tratta delle prime applicazioni di serie del progetto "Gradevolezza comandi", lanciato dall'Azienda quattro anni fa e destinato a cambiare il modo di viaggiare in auto. Spiega Tornei: «L'idea di fondo è che tutto può influire sulla guida e sulla sicurezza: la forma, il tipo dì materiale, le finiture, le sensazioni tattili, termiche e visive. Abbiamo iniziato a lavorare sul devioguida, sul volante e sul pomello del cambio. Poi siamo passati ai sedili e alle leve di sgancio delle portiere. Ogni anno aggiungeremo un sottogruppo, trasferendo nel contempo i risultati alle nuove vetture». Vi siete confrontati con la concorrenza? «Certamente. Ma abbiamo studiato anche l'ergonomia di oggetti diversi dall'automobile - penne, macchine fo- 164 LUGLIO 1996 ILLUSTRATO