100 lire investite I'1.1.1995 oggi sono diventate... Tutti i valori sono al netto della fiscalità alla data del 31 maggio 1996 (base 1/1/1995). Elaborazione a cura della Prime BORSA BORSE BOT CCT DEPOSITI FONDI FONDI FONDI ORO ITALIANA MONDIALI TRIMESTRALI SETTENNALE BANCARI LIBERI AZIONARI OBBLIGAZIONARI BILANCIATI ($ PER ONCIA) 104,53 117,82 111,08 117,49 106,45 109,50 114,68 109,98 102 14 ► ciò ha convinto gli investitori stranieri della futura solvibilità dello Stato. Ecco perché sono tornati in massa ad investire nei titoli di Stato italiani, cioè a comprare lire con le loro valute straniere, e la lira si è di conseguenza rivalutata. Ma perché la lira forte preoccupa gli industriali? Per capirlo basta ragionare su questa semplice regola: maggiore è la differenza tra fatturato all'export e acquisti all'estero, tanto più è penalizzato il profitto delle aziende. Spieghiamoci meglio con un esempio. Se un'azienda produce ogni anno mille navi, e ne vende settecento all'estero, ricaverà (cioè fatturerà) il 70 per cento del totale dalla vendita di quelle navi. Ma all'estero le vendite sono fatturate in valuta straniera, mentre poi i bilanci di un'azienda italiana vanno fatti in lire. Dunque, se quelle settecento navi vengono vendute a mille marchi ciascuna, e il marco quell'anno vale 1100 lire, il fatturato finale di quell'azienda sarà di 770 milioni di lire. Se invece il marco vale 1010 lire (cioè la lira "è più forte"), il fatturato sarà di 707 milioni di lire, ben 63 in meno, cioè circa l'8 per cento. Una dura sforbiciata ai ricavi. Certo, se per fare quelle navi l'azienda italiana compra l'acciaio all'estero, con una lira "forte" (cioè a 1010) pagherà l'acciaio meno di quanto l'avrebbe pagato con ima lira "debole" (cioè a 1100). Questo risparmio, però, non compensa i minori guadagni. Il paradosso dei tassi. C'è poi un paradosso che colpisce 1 industria italiana. Abbiamo visto come la ragione principale dell'apprezzamento della lira sia la fiducia nella "solvibilità" dell'Azien-da-Stato da parte degli investitori stranieri, che sono attirati dagli alti rendimenti offerti dai titoli italiani. Ma questo vuole anche dire che in Italia le aziende devono pagare alle banche tassi d'interesse più alti per farsi prestare i soldi necessari agli investimenti. Insomma, gli alti tassi d'interesse danneggiano due volte le aziende INFLAZIONE 107,58 ¡4 LUGLIO 1996 ILLUSTRATO