Mike Robinson, californiano di Los Angeles, approdato 15 anni fa alla scuola dei grandi carrozzieri torinesi, è responsabile del design di Bravo e Brava. È lui che ha coordinato il lavoro dei "creativi", come i due bozzettisti, l'italiano Basso e il giovane tedesco Fassbender, e di sua mano ha tracciato le linee degli interni. Dice Robinson: «Il design Fiat si è affermato, questi modelli lo confermano. Bravo e Brava dimostrano che funzionalità e stile possono andare d'accordo. Le ha ideate gente che ama l'automobile». Le nuove Fiat sfuggono alle normali classificazioni. La tre porte è insieme una berlina e un coupé. Quanto alla cinque porte, non è una due volumi, e neppu- ILLUSTRATO ♦ SETTEMBRE 1995 8 Su Fiat Bravo e Fiat Brava la radio, incorporata nel cruscotto, è di serie. Sotto: le originali luci posteriori dei due nuovi modelli re una due volumi e mezzo ... Spiega Robinson: «Fiat Bravo e Fiat Brava esprimono il concetto di "volumi variabili". A seconda della visuale, cambia la percezione delle forme e degli equilibri. Per capire il design di queste auto, non basta guardare: bisogna toccare, sentire sotto le dita le curve della lamiera». Anche gli interni ripropongono il gioco delle linee ellissoidali. Dice Robinson: «In queste auto è molto curata la sicurezza. Volevamo farlo trasparire anche visivamente, perciò l'abitacolo ha linee curve, senza spigoli, che proteggono gli occupanti, avvolgendoli in un rassicurante abbraccio». Il designer americano mostra i particolari che sfuggono a una rapida occhiata: la curva del bordo inferiore della plancia, i poggiatesta posteriori a scomparsa, l'ergonomia dei comandi della climatizzazione e dell'autoradio, che fa parte integrante della vettura. Dice Robinson: «Abbiamo eliminato il problema dei furti e anche quel "buco" nella plancia che non sempre l'automobilista riempie con oggetti adatti allo stile del cruscotto. Una scelta che risponde a criteri di funzionalità, sicurezza, eleganza. E che farà felice anche l'orecchio più esigente». ■ ► rispondenza dei passaruota. È il tocco che dà un' magine sportiva, enfatizzando l'appoggio delle ruote a terra. Richiama un'immagine di forza, di potenza. Fiat Brava, invece, mette in risalto il bagagliaio, la cui fonna pulita è interrotta dai "graffi" delle luci». Di Giusto prosegue: «Il disegno della maggior parte delle auto è un insieme di linee. I due nuovi modelli invece nascono da un gioco di ellissi. Se si fa attenzione, si può vedere che ogni elemento ha forma ellittica: la fiancata, il profilo del muso, la cornice del parabrezza, eccetera. Si è lavorato molto sui modelli tridimensionali. Impegnativa è stata la scelta delle luci posteriori. Dopo la Punto, volevamo qualcosa di altrettanto originale, che si integrasse con la personalità delle due vetture. È stata una gara di fantasia e siamo orgogliosi dei risultati».