la Galleria, le 708 pitture e le 56 scul- ture esposte fu uno dei fatti più lieti che io abbia visto. Lo spazio è poco per descrivere così grandiosa opera, ma conviene che si dia qui una breve notizia di queste collezioni della Galleria e del loro ordinamento. Nel grandioso atrio d'ingresso della Galleria una nobilissima Eva di Edoardo Rubino, ed una solenne e stupenda Maternità lignea di Arturo Martini sono i primi incontri del visitatore. Dall'atrio con due originalissime scale incrociate si sale alle raccolte. È l'8oo piemontese che ci accoglie subito e che, salvo poche pause, ci accompagnerà per tutto il piano. Il primo lieto incontro che ci riporta a circa un secolo fa, è con i paesaggi romani, così riposanti, di Massimo d'Azeglio, con le idilliche quiete visioni dei primi paesisti piemontesi: il Pia- cenza, il Beccaria, e soprattutto il Perotti, con il verismo forte ma così poeticamente espresso di Carlo Pittara, il più rappresentativo dei pittori della cerchia canavesana di Rivara. Gloria massima della Galleria è lo stupendo insieme di opere del maggior paesista italiano dell' '800, Antonio Fontanesi. Fra grandi capolavori come La quiete (1860), la Donna al fonte (1861), l'Aprile (1872), e quadri, studi e bozzetti anche essi pezzi di grande pittura e di alta poesia, sono ben 152 le opere esposte che documentano l'arte di Fontanesi da circa il 1850 alla sua morte nel 1882. E più che i pittori storici, come Andrea Gastaldi, Enrico Gamba, Bartolomeo Giuliano, sono ancora i paesisti che caratterizzano la pittura piemontese della seconda metà dell' '800 oltre che con gli allievi di Fontanesi Marco Cal- derini e Carlo Follini, con Vittorio Avondo, con G. B. Quadrone, con Alberto Pasini e soprattutto, ultimi della bella generazione, con Lorenzo Delleani e con Enrico Reycend che hanno — il Reycend per liberale dono di Roberto Longhi — due splendide e ricche sale. Non sono molti gli artisti di altre scuole italiane dell' '800 presenti in Galleria, ma quelli che ci sono, vi sono ben rappresentati: Francesco Hayez con lo stupendo Ritratto di Caterina Zucchi, Tranquillo Cremona della scapigliatura lombarda con la conosciutissima Edera e con un ritratto, fra i suoi più belli, Felice Casorati, Donna con scodella -1919 lettura, Giovanni Boldini con una testa straordinariamente viva di Giovane signora, e infine Antonio Mancini con un dipinto grandioso della sua prima maniera II duello. Al pari di tutte le pubbliche gallerie d'arte moderna italiane, anche quella di Torino non si è avvista a tempo della grande pittura europea dell' '800 e del '900; e in tutto e per tutto possiede un ritratto del Bimbo Pierre di Auguste Renoir e due paesaggi invero bellissimi, di Gustavo Courbet, di recente acquisto. Completano il primo piano della pittura ottocentesca piemontese piccoli maestri di delicata grazia e di intima poesia quali Federico Boccardo con la com- movente Decaduta, Francesco Garrone con alcune ispirate vedute di Torino, Giuseppe Ricci e Carlo Bonatto Minella, ai quali fa contrasto, subito dopo, il realismo di un Celestino Gilardi e di un Giacomo Grosso rappresentato alla Galleria soprattutto da un gruppo di vigorosi ritratti. Altre sale puntualizzano vari aspetti del paesismo italiano tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, con le opere divisionistiche di Vittore Dra- gon de Grubicy, di Emilio Longoni, il commovente Natale al pio albergo Trivulzio di Angelo Morbelli, e l'ispi- rato Specchio della vita di Giuseppe Pelizza da Volpedo, e successivamente per il Piemonte con i nomi di Andrea Tavernier, di Giovanni Giani, di Vit- torio Cavalieri, avanzando fino ai casi più recenti di Cesare Maggi, di Dome- nico Valinotti, del Buratti e di altri, nel gran solco della più corretta tradi- zione locale. Auguste Renoir, Il figlio Pierre. Arturo Martini, Maternità - 1930 c di Benedetto Yunck; mentre per i macchiaioli toscani il Fattori compare con la deliziosa Gotine rosse, Telemaco Signorini con Giornata di vento, e ad essi si affiancano con scelte opere il Lega, il D'Ancona, Luigi Gioii, il Panerai, il Muzioli; e per i napoletani Gioachino Toma con uno stupendo Ritratto di signora, De Nittis con La 49