GIUDICI SULL'ACQUA L'universo Fiat a . : P-sone a'( e Sport/V/ opniCUftu. yite: ^sZTeT'r03^ spesso scaw hobby dar. Nel 1978, tramite illustra- to,, ho vinto un corso di sci nautico sul lago di Avigliana, vicino a Tori- no. È uno sport molto più facile di quanto possa sembrare: mi ha subito appassionato». Vincenzo D'Elia, 46 anni, lavora come assi- stente sanitario all'Aititele di Bor- garetto (Torino), se- zione Getti speciali, e dall'83 è giudice di gara a livello in- ternazionale. Spiega:«Ho co- minciato con due allenamenti la setti- mana e mi sono ac- corto che riuscivo a ottenere ri- sultati discre- ti, ma il vero campione era mio figlio che è arriva- to secondo ai giochi del- la Gioventù. Quasi ogni giorno lo ac- compagnavo agli allena- menti e così mi hanno chiesto di fare il giudice di gara. Adesso do- po 14 anni continuo a seguire le competizioni con lo stesso entu- siasmo». La passione di Vincenzo per lo sci nautico ha contagiato anche il collega Ezio Rigobon, 33 anni, che da poco è diventato giudice nazionale. Dice: «Ho seguito un corso di teoria e pratica, ma quel- lo che conta è l'esperienza sul campo di gara. Nel nostro lavoro sono fondamentali l'attenzione e la concentra- zione. Le regole sono diver- vincenzo D'Elia e, sopra, Ezio Rigobon se a seconda delle tre discipline: classica, piedi nudi e velocità. Per lo sci a figure l'atleta ha a disposi- zione due passaggi di 20 secondi ciascuno e deve eseguire il massi- mo numero di esercizi. Il nostro compito è quello di stenografare su un foglio la posizione corretta dello sciatore: in base a queste ta- belle, la giuria stila la classifica e la somma dei punteggi determina il vincitore». Sino al 1950 lo sci nautico era un sport di éli- te, poi è nata la federazione che oggi ha più di 10 mila tesserati di 150 società. Gli atleti sono circa 800 e nel settore agoni- stico le squa- dre nazionali Italia e Team Azzurro) vantano un palmarés di ri- lievo. Interviene D'Elia: «Siamo 40 giudici, 10 interna- zionali. Non è facile trovare persone che vogliano sacrificare il tempo libero per seguire le gare. Abbiamo soltanto un rimborso spese e nei week- end siamo quasi sempre fuori ca- sa. Per me è un modo per scarica- re la tensione: quando finisce una gara sono stanco, ma rilassato». È d'accordo Ezio Rigobon e conclu- de: «Mi ha conquistato l'atmosfera serena dell'ambiente. Mi diverto e ho l'opportunità di conoscere persone di tutta Italia». itl LUGLIO 1997 ILLUSTRATO