Sergio Signorino durante un concerto LA MIA BANDA SUONA IL ROCK «U I ; ivo la musica come un do- no. È la mia guida, una pas- sione che viene dall'infan- zia». Sergio Signorino, 35 anni, lavora a Mirafìori Carrozzeria ed è il batterista di una band che si chiama Terra: tre amici che con- dividono l'interesse per il rock e hanno studiato con maestri impor- tanti (alcuni del Teatro Regio di Torino). Spiega: «Abbiamo scelto questo nome perché, oltre alle canzoni di successo, proponiamo brani composti da noi e ispirati al- la protezione della natura e del- l'ambiente». Sergio, che oltre la batteria suo- na i timpani e lo xilofono, nell'80 fonda gli Sion Hage e con loro inci- de un 45 giri {Uomo). Partecipa al Giro Festival e fa tournée in Ger- mania, Francia e Svizzera. Poi il gruppo si scioglie, lui entra nel cast tecnico dei Pooh e collabora a qualche edizione del Festival di Sanremo. Neil' 89, la scelta di un la- voro sicuro, alla Fiat Auto. Senza, ov- viamente, trascurare la musica, alla quale dedica tutto il tempo libero. «Per farmi conoscere nell'ambiente - continua - ho fatto un po' di tut- to: il batterista, il fonico, lo sceno- grafo e il regista. Poi ho dovuto sce- gliere: l'avventura dello spettacolo o l'assunzione in una grande azien- da. Ho pensato alla sicurezza e non ho avuto dubbi». Nel '97 Sergio fonda Terra, con Luca Fi nessi (chitarrista) e Cosi- mo Fusco (bassista). Si esibiscono in locali e birrerie. Cantano i suc- cessi del momento: Zucchero, Li- gabue e i Liftiba. Le ore rubate al sonno servono per rivedere i testi, correggere musiche e arrangia- menti, elaborare nuovi suoni al computer. Continua il batterista: «Non è facile conciliare tutto que- sto con gli impegni di lavoro. Le soddisfazioni non mancano: nel mondo dello spettacolo c'è un posto anche per noi». Ora i tre artisti hanno in pro- gramma un compact disc. «Per adesso lavoriamo sulla musica - conclude Sergio - che in parte rie- cheggia quella dei Pink Floyd, dove emergono suoni naturalistici di sottofondo: il rintocco delle cam- pane, il canto degli uccelli e il ru- more delle onde. Sono arrangia- menti che s'ispirano al rispetto dell'ambiente: il nostro piccolo contributo per diffondere tra il pubblico una mentalità ecologica». Pagine a cura di Emanuela Chiapperò IL POETA DELL'AMORE ¡cordati che la poesia vera fa I battere, se mai, il cuore non le mani" (G. Pascoli, II fanciullino - XVII). Questo verso è la premessa de L'oro- logio a vento, una raccolta di liriche scritta da Fabio Greco, 28 anni, di- pendente della FiatAvio, studente uni- versitario, iscritto alla facoltà di Lettere Moderne di Torino. Spiega: «Scrivo da quando ero ragazzo, età nella quale i sentimenti hanno più bisogno di espri- mersi. E se la timidezza li frena, fissarli sulla carta può essere un aiuto». Fabio ha già pubblicato altri due vo- lumi di poesie: Sulle rive dell'estro (Ro- ma 1989) e Tra le pieghe dell'ego (To- rino 1992). L'orologio a vento (edito dalle Grafiche Veronesi, 5 mila lire), è stato presentato al recente Salone del libro di Torino e ha riscosso successo. Interviene l'autore: «Nel testo ci sono 50 brevi liriche che hanno come tema principale l'amore e la figura femmini- le. Cerco di catturare in poche righe più sentimenti. Sono un appassionato di Salvatore Quasimodo, mi piace an- che la poetica ungarettiana e lo stile incisivo di Sandro Penna». Aspettando l'occasione di farsi co- noscere da un pubblico più vasto, Fa- bio continua a studiare e collabora con riviste specializzate. Scrive, riscri- ve, lima. «Sono esigente, torno mille volte sullo stesso verso inseguendo un'immagine, una metafora, un'e- spressione non banale». Chi sono i destinatari di questo li- bro? Conclude Fabio Greco: «Tutti quelli che sanno ritrovare tra le rime di una poesia le proprie emozioni e i va- lori che contano». ILLUSTRATO LUGLIO 1997 esi