in Giappone 11. Per non dire degli studenti fuori corso: nel biennio '95/96 era in questa condizione il 34,4 per cento degli iscritti e addirittura l'89,l dei laureati. Cinque macro-aree Le discipline saranno raggruppate in cinque macro-aree di studio che sostituiscono i vecchi corsi di laurea. Sono l'area scientifica e scientifico-tecnologica; quella umani- stica; l'area dell'ingegneria e dell'architettura; quella delle scienze giuridiche, economiche e delle politiche sociali; l'area sanitaria. Agli atenei il compito di ridefìnire i corsi e aggiornare i regolamenti didattici per il biennio 2000- 2001. Da quel momento i ragazzi, anziché scegliere un corso di laurea, si iscriveranno alle aree disciplinari. Nuovi titoli Spariscono i classici cinque anni di corso. Saranno so- stituiti dai tre della laurea di base che dà accesso ai la- vori per i quali oggi si richiede una formazione univer- sitaria e dai successivi due della laurea specialistica, corrispondente a una preparazione culturale e profes- sionale avanzata. Seguono il diploma di specializzazio- ne e il dottorato di ricerca. Crediti formativi Come è accaduto alle superiori, anche all'università viene introdotto il concetto di credito formativo. Que- st'ultimo misura l'apprendimento di uno studente du- rante corsi, stage, attività di laboratorio e attività indi- viduale. Si è stabilito per convenzione che in un anno un giovane impegnato a tempo pieno raccolga 60 cre- diti (ognuno vale 25 ore): ce ne vogliono 180 per lau- rearsi, 300 (compresi quelli acquisiti in precedenza) per il dottorato, da 300 a 360 per la specializzazione. I crediti, tra l'altro, consentono di entrare o rien- trare nel circuito universitario in qualsiasi momento della vita. ► A Esercitazione con il computer per gli studenti della Bocconi <41 Un esame di laurea. In Italia appena un terzo degli iscrìtti all'università conclude il corso di studi Ottobre 1999 illustrato Wk 43