Altre due situazioni di donne al volante: il controllo del vigile e il rito della spesa. L'infrazione più frequente è il divieto di sosta La "querelle" resta aperta. Anche perché sulla scorta della ricerca svolta, l'Aci ha proposto: "Se la donna è meno a rischio dell'uomo, sarebbe anche giusto che pagasse meno per la sua polizza Rc-auto". All'estero ci hanno già pensato. È il caso della svedese " Aktsam" e della francese "Azur femme": hanno tariffe speciali per le donne. Ma, se in caso di incidente al volante c'è un uomo, la cliente deve pagare la differenza di tariffa oltre a tutti i danni. L'assicurazione "rosa" arriverà anche in Italia? Risponde Antonio De Angeli, responsabile della direzione tecnica dell'Augusta Assicurazioni. «Non è possibile, perché la legge italiana prevede che l'assicurato sia il veicolo e non la persona. Può accadere che j'intestatario della polizza non sia il proprietario del veicolo e, magari, non abbia nemmeno la patente». - Su quali fattori si calcolano gli importi delle polizze? «In Italia sono tre: la potenza fiscale dei cavalli, la provincia di residenza (nelle città a traffico più intenso il rischio di incidente è maggiore) e il numero di incidenti calcolabile con il meccanismo del bo-nus-malus. Non abbiamo altri parametri relativi alla persona come età, sesso ed esperienza di guida. L'assicurazione "rosa" è quindi lontana. Anche perché i soliti furbi intesterebbero subito l'auto a mogli, figlie e sorelle». Le donne guidano poco? Usano l'auto soprattutto per andare al supermercato o per accompagnare i figli a scuola? Può darsi, tuttavia, anche nel traffico cittadino sembrano essere più prudenti. Lo conferma il comandante dei vigili del-l'VIII circoscrizione torinese, Italo Maiocco: «Nei primi tre mesi del '91 abbiamo verbalizzato 41 incidenti di cui 28^causati da uomini e 13 da donne. E un dato incompleto, certo. Ma l'esperienza mi dice che le automobiliste sono più ri- spettose della segnaletica e meno esibizioniste degli uomini. Non "sgommano" ai semafori, non fanno sorpassi rischiosi, usano anche le cinture di sicurezza. Per la donna l'auto è soltanto un mezzo di trasporto, una comodità, e non un simbolo di prestigio o di potenza». - E come se la cavano con le multe? «Il parcheggio in divieto di sosta è l'infrazione più frequente delle automobiliste. Un po' per distrazione, un po' per pigrizia. Anche perché hanno sempre fretta. Quando vanno a prendere i figli a scuola mettono l'auto dove capita e quando il vigile si avvicina dicono: "Due ► ILLU STRATO ♦ LUGL10 - AG0 STO 1991 19