SPORT corrifiat a livorno Una coppa per usa E una bimba di tre mesi che ha partecipato alla gara nel marsupio indossato dalla madre. Le abbiamo consegnato il trofeo "illustrato" per la concorrente più giovane. Un festa di sport e d'amicizia FRANCESCO NOVO La sesta edizione del "Corri-fìat" si è disputata sul lungomare di Livorno. Una splendida giornata di giugno. Trecento i partecipanti, in rappresentanza di nove stabilimenti del Sud di Fiat Auto (più Verrone e Desio). Ha vinto Camillo Campitelli, 28 anni, operaio in lastratura alla Se-vel di Atessa. Ci provava da quattro anni, sempre secondo. Questa volta s'è fatto accompagnare dalla fidanzata, Giovanna Colucci, insegnante al Coni di Lanciano, e in coppia non hanno avuto rivali: prima anche Giovanna, nella categoria femminile. Una coppa l'ha vinta pure Lisa, ma non lo sa ancora. Lisa ha tre mesi, è paffuta e rosa, incline al sonno. S'è addormentata subito dopo il doping (leggasi 150 grammi di latte nel biberon) scivolando docile nel marsupio legato alla madre. Dal fagotto ciondolante, sul quale era appuntato il numero di gara, emergeva soltanto una cuffietta. Neppure gli applausi sul traguardo hanno svegliato la bimba. Più tardi, a ritirare il premio, sono saliti sul palco entrambi i genitori: Alessandra Mazzi, 23 anni e Alessandro Pratesi, 31, impiegato alle tecnologie dello stabilimento Fiat Auto di Livorno. Sono sposati da tre anni: una bella famiglia. Il clima che si respira al "Corri-fiat" è quello del family day, più che della gara podistica. C'è la competizione, ma dopo i campioni corrono (o passeggiano) tutti: giovani e meno giovani, uomini e donne, ragazzi e bambini, persino Lisa. Una giornata di sport e d'amicizia che coinvolge tutto il mondo Fiat: illustrato ha messo in palio due coppe (al più giovane e al meno giovane fra i partecipanti) proprio perché la manifestazione rappresenta bene il filo diretto che lo lega ai suoi lettori. La festa - voluta da Fiat Auto e organizzata da Elio Papponetti, presidente della Fiat Sud Formia -ha un prologo. La sera che precede la gara, i partecipanti s'incontrano in un ristorante per conoscersi e festeggiare. Questa volta l'appuntamento era a Montenero, sulla collina di Livorno: si è tirata notte fra canzoni siciliane, stornellate fiorentine e ballate ciociare. Ha cantato anche Giuseppe Di Girolamo, ma senza indugiare troppo a tavola: «Domani devo correre» si è giustificato. Serio e misurato come un campione. Di Girolamo ha 59 anni ed è operaio a Termoli. Capelli rossi, pancetta incipiente, altezza un metro e mezzo. Confida: «Troppo piccolo per correre a piedi, temevo. Siccome mi piace lo sport, correvo in bicicletta. Sul sellino siamo tutti alti uguali. Poi due anni fa un amico mi ha convinto a passare al podismo. E da allora mi alleno una volta la settimana, una quindicina di chilometri lungo il mare. Nonno sei tosto, mi urlano i ragazzini. Me lo dice anche mia figlia, che fa l'università a Bologna. Io mangio molto e mi piace buttare giù d'un fiato il bicchiere di vino. Alla mia età mica si può cambiare abitudine: così ho comperato i bicchieri più piccoli». Di Girolamo si è classificato 77°. E, ironia della sorte, con la coppa per il meno giovane assegnata da illustrato, ha avuto in dono anche una cassetta di vini. La premiazione si è svolta nella verde cornice di Villa Mimbelli. Un'arena affollata e scoppiettante di tifo. Vivaci soprattutto i fiorentini che hanno vinto la gara a squadre. A distribuire le moltissime ILLUSTRATO ♦ LUGL10 - AG 0 STO 1991 94