MEDICINA i consigli dell'esperto L'estate per amica Difendersi dal caldo, riposare bene, mangiare "leggero", bere molta acqua, non esagerare con il sole: così si evitano i principali rischi di stagione ULRICO DI AICHELBURG la sudorazione e la sensazione di caldo. Occorrono però anche cambiamenti per quanto riguarda la qualità. Mentre nella stagione fredda abbiamo bisogno di cibi molto nutrienti, nella stagione calda è meglio consumare alimenti poco "impegnati- vi". Da preferire le carni magre e, soprattutto, i formaggi, le uova, i legumi, il latte che, con la verdura e la frutta fresca, dovrebbero rappresentare l'essenza della dieta estiva. Gli insaccati, ad eccezione del prosciutto (che, d'altronde, non è un insacca- to), andrebbero esclusi dalla tavola, con i fritti, i cibi conservati, le spezie, le salse, gli intingoli e tutto ciò che può maggiormente affaticare lo stomaco. Bando anche ai primi piatti abbondanti, il che non significa tuttavia che la pasta e il riso debbano essere eliminati. Spesso si sente dire che bisogna resistere alla sete, per non sudare. Al contrario occorre bere abbondantemente perché, a causa dell'elevata temperatura esterna, con la traspirazione si perde molta acqua, anche alcuni litri al giorno, e questa perdita va compensata: la nozione stessa di vita è legata all'acqua. Il luogo comune che bevendo si suda di più è invece sbagliato: non c'è alcun rapporto fra le due azioni. Attenzione, però, alle bevande troppo fredde. La stanchezza e la depressione comunemente attribuite al caldo sono dovute in parte alla perdita di cloruro di sodio che si ha tramite il sudore. D'estate, quindi, è un errore salare poco i cibi; al contrario, conviene aumentare la dose di sale o consumare alimenti particolarmente saporiti, come le acciughe o il brodo di carne (ricchi di cloruro di sodio, il sale da cucina). Esporsi o no al sole è l'eterno argomento di discussione che si ripresenta ogni estate. L'esposizione al sole offre molti vantaggi, il più noto dei quali è la formazione nella pelle stessa della vitamina D, essenziale per il ricambio del calcio. Tuttavia non è ragionevole l'abitudine di stare sdraiati per ore ad abbronzarsi, perché le radiazioni penetrano troppo in profondità. È meglio ricevere i raggi solari muovendosi, camminando, giocando. Tutte le stagioni hanno pregi e difetti, e possono essere amiche o nemiche. Freddo e caldo (da qualche tempo più freddo che caldo) si alternano durante l'anno e occorre comportarsi di conseguenza per evitare inconvenienti e pericoli. A questo proposito, si suole dire che dal freddo si sa come proteggersi, mentre difendersi dal caldo è molto più difficile. In un certo senso è vero, ma possiamo farci amica anche l'estate. Il nostro corpo è una macchina termica di una specie particolare: funziona regolarmente fino a quando la sua temperatura si mantiene sui 37 gradi. D'estate si deve quindi evitare che la produzione di calore sia troppo elevata, poiché la dispersione verso l'esterno è resa difficile dal clima ambientale, caldo e sovente anche umido. Due sono i fattori che producono il calore organico: la contrazione dei muscoli e l'alimentazione, con l'apporto di calorie. Per quanto riguarda l'attività muscolare, possibilmente ci si muova poco nelle ore più calde. Il sonno, in particolare, è molto utile nel periodo estivo: chi si corica presto è più saggio di chi si attarda in piedi, nonostante il sollievo e il piacere arrecati dal refrigerio che accompagna le ore serali. La spossatezza che spesso ci si sente addosso è conseguenza anche di un'alimentazione squilibrata o troppo abbondante. In estate la richiesta di calorie è minore che in inverno e, per stare bene, è necessario mangiare poco rispetto alle dosi abituali, ricordando che il troppo cibo fa aumentare ILLUSTRATO ♦ LUGLI0■AG0STO 1991 88