1895 i due fratelli usano per la prima volta i pneumatici su un'automobile, "L'Eclair" ("Il Lampo"), per partecipare alla corsa Parigi-Bordeaux-Parigi di 1200 chilometri. Arrivano solo noni, ma con questa impresa chiudono un'epoca. Dal prodotto artigianale fatto nel retrobottega si passa alla fase che trasformerà il pneumatico in un componente sofisticato, realizzato da industrie a livello mondiale. Il progresso tecnico incalza. Nel 1910 la società Dunlop produce pneumatici con i primi disegni di battistrada. Il sistema per realizzarli è semplice, ma geniale: si pressano alcuni bulloni contro il battistrada, durante la vulcanizzazione. Nel 1912 si cominciano a vedere pneumatici neri, per la presenza del "nerofumo" nella gomma. Il motivo? Mister B.F.Goodrich ha acquistato il brevetto dello scienziato Sidney Charles Mote: l'aggiunta di carbonblack, il nerofumo appunto, aumenta la resistenza all'abrasione. Nel '37 il tipo "Metalic" della Michelin riesce a "legare" cavi d'acciaio con la gomma. Nello stesso anno con il modello "Stella Bianca Rayon" in gomma sintetica della Pirelli, Tazio Nuvolari vince il Circuito di Tripoli. Durante la seconda guerra mondiale aumenta la ricerca di materiali sostitutivi al caucciù. Non mancano usi impropri. In una foto del '42 una donna indossa stivali ricavati da vecchie camere d'aria. La pace aguzza l'ingegno. Alcune tappe: nel 1946 nasce il "radiale"; verso il '50 compaiono i tubeless, senza camera d'aria; nel '72 la Pirelli commercializza il "P7", il primo ultra-ribassato. Una conferma indiretta di questo progresso è l'invasione di adesivi, accendini, carte da gioco, pupazzi, perfino caramelle che pubblicizzano le aziende. I pneumatici di oggi sono componenti sofisticati, adatti a tutti i climi e alla più diverse condizioni d'impiego: dagli slick per le piste roventi di Formula 1, ai "bestioni" di tre metri di diametro per le macchine movimento terra; da quelli adatti alle sollecitazioni di un aereo in atterraggio, a quelli per le rapide accelerazioni e frenate delle metropolitane. Accanto alla gomma naturale, allo zolfo e al nerofumo di un tempo, la ricerca ha introdotto altre sostanze chimiche: i catalizzatori, i plastificanti, gli antiossidanti, gli aderizzanti, le gomme sintetiche. E poi le tele: di nylon, di rayon e metallica. Quattordici temi I 1 uesti i 14 argomenti svolti dalla \J mostra permanente al Museo dell'automobile: 1)1 mutamenti dei fondi stradali -Dalla strada romana in pietra a quelle asfaltate dei giorni nostri. 2) - Le invenzioni - È la storia degli inventori che hanno reso possibile avvicinare gli orizzonti sognati, dopo millenni in cui la ruota era rimasta la ruota, e il tempo per coprire le distanze era rimasto immutato. 3) - Dal velocipede all'automobile -Prima la bicicletta, poi la carrozza a cavalli, infine l'automobile e l'aeroplano montano i pneumatici, con una diffusione che vede anche l'evolversi dell'azienda produttrice da bottega artigiana 9 industria. 4) - L'Eclair - E la prima automobile che viene equipaggiata con pneumatici, dai fratelli Michelin, per partecipare alla corsa Parigi-Bordeaux-Parigi nel 1895. 5) - Le corse - È una documentazione sulle prime corse in bicicletta o in automobile, come la mitica Pechino-Parigi del 1907, la Targa Florio, il Gran Premio d'Italia, la Mille Miglia. 6) - La letteratura aneddotica - Con la diffusione del pneumatico nascono i manuali di istruzione, i consigli all'utente, come la guida Michelin; con l'aumento del traffico diviene anche necessaria una nuova segnaletica. 7) - I materiali dei pneumatici - Dal lattice di caucciù naturale e cotone dei primi pneumatici alle nuove mescole presenti nei pneumatici di oggi. 8) - La grafica pubblicitaria - I marchi, i manifesti che hanno accompagnato l'introduzione del nuovo prodotto. 9) - Il nerofumo e i battistrada scolpiti -Dal 1912 i pneumatici cominciano a diventare neri con la presenza del nerofumo nella gomma per aumentare la resistenza all'usura, e i battistrada iniziano ad essere scolpiti per non slittare sul terreno e ridurre le vibrazioni. 10) - L'evoluzione fra le due guerre - Il pneumatico nei suoi vari utilizzi: dall'automobile all'aeroplano. 11)- Dal dopoguerra ai giorni nostri: un nuovo modo di produrre il pneumatico - L'invenzione del radiale da parte della Michelin nel 1946, ridisegnando completamente la struttura interna del pneumatico sostituisce la struttura convenzionale di carcassa a tele incrociate, e contribuisce alla diffusione della motorizzazione. 12) - Ricerca e sviluppo: le alte tecnologie dell'ultimo ventennio - Grazie ai moderni e sempre più potenti sistemi di calcolo è possibile progettare un pneumatico completamente al computer. L'evo/versi dei fondi stradali all'ingresso della mostra 13) - Le condizioni estreme: dalla performance all'utilizzo quotidiano - Le gare di velocità della Formula 1 e le prove di resistenza e robustezza dei rally, sono dei test severi che le industrie dei pneumatici affrontano per mettere alla prova nuovi tipi di mescola o di battistrada utilizzabili in seguito per la vettura di serie. 14) - Dal più piccolo al più grande - Dallo scooter all'aereo, dall'automobile al metrò, una gamma molto ampia di pneumatici, realizzati con materiali e tecnologie differenti, è oggi a nostra disposizione per ogni esigenza di movimentazione individuale o collettiva. Determinante nelle mescole rimane, comunque, la gomma naturale o caucciù, la sostanza che si trova nel succo di piante tropicali, in particolare della Hevea brasilien-sis. Nello scorso anno nel mondo ne sono state prodotte cinque milioni di tonnellate. Il primato spetta alla Malaysia con una quota del 38 per cento. Il Brasile, che pure ha dato il nome alla pianta, ne ha pro- dotto soltanto lo 0,9 per cento. E i pneumatici del futuro? La ricerca sembra indirizzarsi verso il tipo attivo gonfiato dinamicamente, capace di "capire" quali sono le condizioni della strada e di gonfiarsi o di sgonfiarsi, fino a raggiungere la pressione ottimale. Il pneumatico può anche essere riciclato: inserito nel fondo stradale, attutisce le vibrazioni del veicolo. ■ ILLU STRATO ♦ LUGL10 - AG0 STO 1991 33