N. 1-69 Ciò venne realizzato mediante dispositivi di tenuta quali quelli rappresentati nella figura 17 i quali mostrarono una considerevole efficacia. Tuttavia come soluzione definitiva venne preferita, soprattutto per la sua semplicità e sicurezza, la protezione dello stelo mediante uno strato di cromo; con tale protezione l'inconveniente lamentato venne completamente eliminato. La figura 18 mostra i principali dati di funzionamento di un motore tipo B300 a 6 cilindri durante una prova al banco. Alla p.m.e. massima raggiunta, 18 kg/cnr, il funzionamento del motore era del tutto regolare. Si deve inoltre osservare che nella prova il motore era messo a punto per la p.m.e. normale di 14,2 kg/cm2 per quanto riguarda ad esempio apparati di iniezione, apparati di sovralimentazione, ecc.; è da ritenere perciò che un rendimento migliore potrà essere raggiunto, alle più alte prestazioni, mediante una messa a punto adatta. 6) Carallerisliche specifiche dei molorì per impiego propulsivo In aggiunta alle qualità che si richiedono ad un buon motore industriale, particolari caratteristiche sono necessarie ad un motore destinato alla propulsione. Tra esse possiamo citare le seguenti: 1 - capacità di funzionare stabilmente e senza incon- venienti a tutte le velocità di rotazione comprese tra il minimo ed il massimo; 2 - disporre di considerevole energia cinetica per po- ter fronteggiare bruschi sbalzi di carico, all'istante dell'innesto della frizione, senza eccessive variazioni di velocità; 3 - capacità di funzionamento senza pericolo di so- vraccarico termico e meccanico anche in condizioni di navigazione particolare quali ad esempio durante il trascinamento delle reti nei pescherecci o durante il rimorchio di altre imbarcazioni. I nostri motori sono predisposti fin dall'origine per poter soddisfare tali esigenze. La disponibilità dell'intero campo di velocità richiede fondamentalmente l'assenza di velocità critiche per vibrazioni torsionali. Questo risultato si ottiene innanzitutto con un adeguato proporzionamento dell'albero a gomiti, in secondo luogo con l'eliminazione delle vibrazioni di bassa frequenza mediante l'adozione di giunti elastici ad alta flessibilità tra il motore ed il riduttore, in - Sollecitazioni su albero a gomiti ----Sollecitazioni sulla linea d'assi Fig. 19 - Vibrazioni torsionali sugli impianti propulsivi con motori tipo B 300 terzo luogo con lo smorzamento delle vibrazioni ad alta frequenza ottenuto generalmente con appositi smorzatori ad attrito viscoso che possono essere incorporati nel motore stesso. La figura 19 riporta, ad esempio, le sollecitazioni torsionali in tre apparati di propulsione con motori della serie B300 a 6, 8 e 12 cilindri. Come si vede, in tutto il campo di funzionamento le sollecitazioni sono moderate e tali da poter essere sopportate anche continuativamente senza pericolo. La possibilità di operare agevolmente le manovre di inserzione e disinserzione della frizione senza cadute di velocità e senza pendolamenti, richiede di norma l'adozione di un volano di dimensioni considerevoli capace di immagazzinare una considerevole energia cinetica. In vista dell'applicazione di tali volani, i motori sono provvisti di un apposito cuscinetto di estremità in grado di sopportarne il peso. I motori Diesel sono in grado di fornire, com'è noto, a ciascuna velocità di rotazione una certa coppia. Qualora per errore di manovra o per condizioni di navigazione particolari l'elica tendesse ad assorbire, particolarmente a velocità ridotte, una coppia superiore a quella normale, il motore Diesel andrebbe incontro ad inconvenienti quali sovraccarichi meccanici, surriscaldamenti, pompaggio della turbosoffiante, ecc. Ad eliminare tale pericolo, nei motori di propulsione in cui tali eventualità si possono manifestare, gli organi per la regolazione del combustibile vengono muniti di appositi dispositivi i quali provvedono automaticamente a limitare la quantità di combustibile introdotta per ciascuna velocità, entro il limite consentito dalla sicurezza di funzionamento del motore. 10