Alla «Maison de Filippo» anche il gelato HF dedicato alla vittoria dei piloti Lancia al Rallye di Montecarlo. Vodka e gelato di limone in parti uguali, un cucchiaio di gelato di fragola. Poi si passa al frullatore fino a trasformare in frappe e si serve in bicchiere con una fetta di arancia. la ricetta è più elaborata : occorre della fesa di manzo bella rossa, tenuta sotto sale per quattro, cinque giorni ; si mette a rosolare del burro in una casseruola, si aggiungono cipolla, ma soltanto per il tempo che dia odore, un cucchiaio di farina, sale, pepe, noce moscata e cannella ; la carne, tagliata a fettine sot- tilissime viene passata in fretta, tre mi- nuti, aggiungendo vino rosso o bian- co». Filippo, il padrone di casa. Asciutto, di poche parole, valdostano diciotto carati. A lui va il merito di avere creato la giusta ambientazione della «Mai- son» che porta il suo nome : mobili, in- fissi, porte, scale, suppellettili di ogni genere, trovati battendo la valle a pas- so a passo, forse più con il gusto di met- tere al sicuro dalla rovina e dalla di- struzione queste testimonianze del pas- sato che per il gusto di possederle. Filippo, adesso, si occupa dei vini. Che cosa consiglia? «Barbera, una buona barbera del '69 o del '70, di tredici gradi, tredici gradi e mezzo. Oppure il vino di Saint Pierre, un rosso di nostra produzione. Il Saint Pierre, of- ferto come vino della casa, non ha una gradazione molto forte, ma ha profu- mo e un sapore particolarissimo, forse perché cresce dai vitigni più alti della Valle d'Aosta, quindi più alti d'Italia». Il libro d'oro della « Maison de Filippo » è un Gotha dei personaggi più in vista del nostro tempo, senza distinzione di nazionalità, né di razza : uomini po- litici, scrittori, pittori, attori, nomi fa- mosi della «jet society» campioni di tutti gli sport. Dice Leo Garin «Alla nostra tavola si sono seduti tutti i pre- sidenti della Repubblica italiana, man- ca soltanto il Presidente Leone, ma spero che sia soltanto una questione di tempo».