1961.11 nuovo stabilimento di Chivasso Il parziale decentramento dello stabilimento Lancia, dalle ormai insufficienti officine torinesi di Borgo San Paolo a nuovi impianti, era stato deciso verso la metà degli Anni Cinquanta, in vista dei programmi di sviluppo pro- duttivo dell'azienda. La zona definitivamente prescelta fu quella adiacente alla cittadina di Chivasso, lungo l'auto- strada Torino-Milano. Completato il progetto, acqui- stato il terreno (1.225.350 metri quadri), la posa della prima pietra avvenne in un rigido mattino di fine di- cembre 1959. Trenta mesi dopo, il 15 giugno 1962, dalle linee di montaggio uscivano le prime berline Flavia, fino ad allora costruite nelle officine di Torino. Lo stabilimento di Chivasso, che negli anni ha poi subito un costante processo di potenziamento degli impianti e di tutti quei miglioramenti tecnologici suggeriti dal nor- male progresso dei sistemi di produzione industriale, era funzionalmente destinato alle lavorazioni di stampaggio lamiere, all'assemblaggio delle scocche, alle operazioni di verniciatura, al montaggio dei gruppi meccanici, alla fini- zione e al collaudo delle vetture sull'apposita pista a fianco dello stabilimento stesso. I gruppi meccanici con- tinuavano invece ad essere costruiti nella fabbrica di Torino. All'inizio, lo stabilimento si componeva di due grandi capannoni paralleli, lunghi 448 metri e larghi 72; tra l'uno e l'altro era stato realizzato sulla medesima lun- ghezza l'edificio dei servizi generali e sociali. A nord, quasi una testata collegata alle due officine principali, l'impianto di verniciatura scocche. Il primo dei due ca- pannoni comprendeva il grande reparto stampaggio, con Lo stabilimento di Chivasso, fotografato nel 1965. due linee di grandi presse e una terza linea di presse medie e piccole, tutte servite da trasportatori. Nei sotterranei, un impianto di raccolta, impachettamento automatico e spedizione degli sfridi di lamiera. Dallo stampaggio, le parti in lamiera imbutita passavano al magazzino, e da qui al reparto formazione dei gruppi e delle scocche, dove le parti venivano revisionate, col- laudate e montate seguendo una linea di montaggio ser- vita da trasportatori a nastro. Ultimata la formazione, le scocche venivano agganciate a un convogliatore aereo e avviate alla verniciatura. Qui, sempre trasportate con moto continuo, le scocche attraversavano dapprima il tunnel di fosfatazione, poi la vasca di verniciatura anti- ruggine ad immersione to- tale e la cabina per l'ap- plicazione del primo strato di sottosmalto riempitivo e protettivo. Dopo questo trattamento, le scocche ri- cevevano il primo e se- condo strato di vernice. Ogni strato era essiccato in forno ad alta tempera- tura. Finalmente, le scocche ve- nivano trasportate da un convogliatore aereo e smi- state alle linee di montag- gio, ricevendo i gruppi meccanici, i cristalli, le ruote, l'impianto elettrico, la selleria (preparata in ap- posito reparto), gli acces- sori. Alla fine del mon- taggio, dopo la messa a punto dei proiettori e il controllo della convergen- za delle ruote, ogni vettura passava al doppio collaudo sulla pista e sulla strada. Dopo il collaudo, le macchine entravano ancora sulla linea di toeletta finale e di definitiva messa a punto in base ai rilievi dei collaudatori, quindi inviate alla grande rimessa a sud dei capannoni. Questa l'impostazione organizzativa del lavoro nello sta- bilimento di Chivasso, che al momento dell'entrata in funzione era considerato un modello di modernità e di razionalità, e che tale prerogativa ha conservato nel tempo grazie ai continui investimenti in macchinari, impianti, mezzi di lavoro. Lo stabilimento di Chivasso, affiancando quelli pre- esistenti di Torino e di Bolzano, ha rappresentato nel- l'espansione della Lancia un momento importante, per- ché ha dato una nuova dimensione industriale alla So- cietà, creando le premesse per i futuri sviluppi produttivi. È importante sottolineare che già in fase di progetto degli impianti fu tenuta in primo piano la necessità di conservare la tradizionale prerogativa Lancia di alto li- vello qualitativo dei prodotti, conciliando così la tradi- zione della Casa con le esigenze di espansione industriale e con i nuovi modi di costruire le automobili. 42