giovanetta dalla personalità ricca e af- fascinante, Roberto incontra l'opposi- zione tenace e inflessibile del padre di Clara. Malgrado ciò i due restarono uni- ti e saldi nel loro sentimento; per Ro- berto è questo il periodo della migliore produzione per il pianoforte, in cui ra- pidissime sbocciano idee, frasi e pagine con una ricchezza e una novità che ha del miracoloso. Parallelamente corre il romanzo del suo contrastato amore per Clara. Il padre Wieck impiegava alter- nativamente minacce e suppliche; ora dimostrava alla figlia che essa rovinava una meravigliosa vita d'artista sposan- do un compositore senza avvenire; ora dichiarava che l'avrebbe rinnegata e di- seredata perfino della sostanza della madre. Pronto ad assoggettarsi ad un lungo e rovinoso processo, giurava che avrebbe opposto al matrimonio tutti gli ostacoli che la legge gli permetteva. Clara, da Parigi dove si trova in tour- née di concerti, è però decisa a sposare Roberto ad ogni costo e cerca di com- muovere il padre scrivendogli: « Lo considero un uomo straordinariamente buono e leale e il solo capace di com- prendermi e di amarmi con nobiltà e purezza. In cambio io sono la donna di cui ha bisogno; lo capisco anch'io e cre- do di poterlo fare molto felice... Mai io ;iamuSjCaJ33 La vita romantica di Robert Schumann Il secondo concerto del Centro Cultu- rale Fiat (21 novembre) ha visto sul palco del Conservatorio il pianista fran- cese Jean Micault, impegnato in un pro- gramma interamente dedicato a Schu- mann e ad alcune delle sue pagine per pianoforte più belle ed ispirate: le Va- riazioni Abegg op. 1, Papillons op. 2, Scene infantili op. 15, Sonata op. 22, Scene del bosco opG^82 e Kreisleriana op. 16. E' una buona occasione per ri- cordare la grande, entusiasmante e sim- patica figura del musicista tedesco. Robert Schumann nacque a Zwickau in Sassonia l'8 giugno 1810, quinto figlio di August e Johanna Schnabel; il bam- bino, fino a sei anni, fu amorevolmente allevato in famiglia, in un ambiente già aperto all'arte e alla cultura, avendo il padre aperto una libreria e una casa editrice che ebbe il merito di pubbli- care i classici di tutto il mondo in edi- zione tascabile. Il suo primo contatto con la musica avvenne tramite J. G. Kuntsch, organista nella chiesa di S. Maria, facendo subito nascere nel fan- ciullo la vena compositiva; quindi, in maniera decisiva, all'età di nove anni, quando il padre lo condusse con sé a Karlsbad ad ascoltare il famoso piani- sta Mocheles: l'impressione fu tale che il piccolo Schumann decise di divenire anch'oso pianista. L'anno 1820 Io vede iscritto al Ginnasio della città natale; tutto questo periodo è caratterizzato dalla rapida, precoce e quasi tumultuo- sa formazione del carattere dell'artista, egualmente diviso fra la musica e la poesia; il padre, nel suo amore sconfi- nato per le arti incoraggiava con con- certi e riunioni familiari, un'atmosfera propizia. Fra i sedici e i diciott'anni Ro- berto è alla testa di una società filolet- teraria che inalbera come beniamini i nomi di Schiller, Goethe, Walter Scott, Bvron, cioè i grandi astri del nascente romanticismo. Ma la passione per la musica procede ininterrotta; sollecita- to da Agnes Carus, una cantante dilet- tante moglie di un medico, che gli fa conoscere i lieder di Schubert, il giova- ne musicista scrive per lei le sue prime composizioni per voce e pianoforte. Una pagina importante della sua vita comincia per Schumann quando, finito il Ginnasio nel 1828 e sollecitato dalla madre, decide di iscriversi alla facoltà di giurisprudenza di Lipsia, dove anche i Carus si erano trasferiti; parte quindi in compagnia dell'amico Rosen alla vol- ta della grande città, non senza passa- re in devoto pellegrinaggio davanti alla tomba di Jean Paul a Bayreuth, il poe- ta forse più vicino al suo cuore. A Lip- sia entrò rapidamente a contatto con l'ambiente musicale della città e, pur conducendo una vita ritirata dedita alle letture e al pianoforte, partecipò alle riunioni di casa Carus, Wiedebein e Wieck; frequentò con assiduità la casa di quest'ultimo, la cui piccola figlia Clara già partecipava alle musiche d'as- sieme. Roberto incontra così la donna che gli sarà compagna inseparabile per la vita; una compagna pari a lui per in- gegno e nobiltà di sentire. Frattanto i suoi studi giuridici pro- cedono in modo non del tutto glorioso; si solidifica al contrario la sua fama nell'ambiente musicale e nel 1830 dopo aver ascoltato a Francoforte un concer- to di Paganini decide di dedicarsi inte- ramente alla musica; torna a Lipsia, a pensione presso i Wieck, dedicandosi tenacemente allo studio del pianoforte. Gli anni dal 1830 al '33 sono intensi di lavoro e fruttano alcune delle più ispi- rate pagine schumaniane fVariazioni Abegg e Papillons). Verso la fine del 1833 il musicista fonda la Nette Zeit- schrift fiir Mttsik (gloriosa rivista mu- sicale la cui vita continua ancora oggi) di cui fu per molti anni il redattore e il principale animatore, sobbarcandosi ad una spossante fatica e inimicandosi buona parte del mondo musicale più conservatore. Quando a venticinque anni volge il suo pensiero a Clara Wieck, non più bimba prodigio ormai, ma perfetta pianista e rinuncerò a lui, né lui a me. Mai potrò amare altro uomo ». Nella stessa epoca in cui Clara scriveva questa commo- vente lettera, Roberto si metteva in contatto con un avvocato di Berlino, incaricato di incominciare la pratica. Dopo circa quattro anni di litigi, sup- pliche, carte bollate, sedute forensi, i due innamorati si unirono in matrimo- nio, a Lipsia il 12 settembre 1840; per il compositore è lo stesso anno della com- posizione dei grandi cicli di lieder in cui il suo animo tradusse in canto pu- rissimo le infinite sfumature del suo amore per Clara. La maturità di Schumann è caratte- rizzata da una vita nel complesso tran- quilla, dedita alla composizione, allo studio, e, tratto fra i più nobili dell'uo- mo, alla scoperta e all'incitamento del- le nuove e più giovani forze musicali che si affacciavano all'orizzonte euro- peo. Purtroppo, una forma di aliena- zione mentale che già dalla giovinezza più tenera aveva rivelato saltuari sin- tomi, sta divenendo col tempo una pe- sante cappa di piombo che oscura sem- pre più i giorni del musicista. Trasfe- ritosi nel 1850 a Dusseldorf con la fa- miglia, dopo aver accettato il posto di direttore dei concerti in questa città, l'infaticabile musicista fu abbandonato lentamente dalle sue forze psichiche prima ancora che fisiche. E la morte sopraggiunse il 29 luglio 1856 dopo che al suo capezzale si erano alternati nelle ultime ore Clara, il famoso violinista Joachim, e il giovane Brahms. G. P. Posta dei Lettori Scrive DINO SCIOLLA: «Un mio amico musicista parlava di acci- denti musicali; dapprima pensavo scher- zasse, poi sentitogli fare lo stesso discorso con un professionista, mi sono convinto che il termine esiste realmente. Io conosco la musica solo perché l'ascolto; mi può spiegare cosa sono questi accidenti? ». Gli accidenti sono delle alterazioni prati- cate a un suono musicale dato; sono " acci- dentali " perché la loro presenza non cam- bia il nome della nota che li subisce. In pratica sono il diesis, che alza il suono e il bemolle che lo abbassa; il ritorno al suono normale si indica con il bequadro. Una mu- sica piena di diesis e bemolli, costringendo l'esecutore a fare appello a tutta la sua abi- lità di lettura, la si può definire accidentata proprio come una strada tutta fossi e buche. CENTRO CULTURALE FIAT Calendario dicembre 1967 CINEAMATORI Partecipazione, su invito, alla serata di proiezione organizzata dal Cine Club di Reggio Emilia. Partecipazione, su invito, alla serata di pro- iezione organizzata dall'Università Popo- lare di Modena. CONCERTI Dicembre 12 - ore 21,30 - presso il Conservatorio mu- sicale « Giuseppe Verdi » - concerto del pianista Enrico Lini con Rosina Ca- vìcchioli (mezzo soprano). In program- ma: Vivaldi: Aria del Vagante - Haen- del: Verdi prati - A. Scarlatti: Caldo sangue - Frescobaldi: Se l'aura spira - Peri: O miei giorni fugaci - Monte- verdi: Racconto della Messaggera - An- tiche canzoni francesi: Plainte de cel- le qui n'est pas aimée (See. XIV) - L'amour de moi (See. XV) - Gentils galants de France (See. XV) - Voici la Noel - Schumann: « Frauenliebe und Leben» op. 42 (A. von Chamisso) - Strauss: Die Nacht, op. 10 n. 3 (H. von Gilm) - Allerseelen, op. 10 n. 8 H. von Gilm) - Hat gesagt, bleibt's nicht dabei, op. 36 n. 3 (Des Knaben Wunderhorn) - Mahler: Tre Lieder da « Des Knaben Wunderhorn ». L'ingresso ai Concerti è gratuito e di norma riservato agli iscritti al Centro Sportivo Ricreativo Culturale, che po- tranno accedervi mediante presenta- zione della tessera del Centro. Presso la biglietteria del Centro — Via Carlo Alberto 59 — è inoltre a disposizione dei non iscritti al Centro un certo nu- mero di biglietti d'invito che saranno distribuiti prima d'ogni concerto sino ad esaurimento dei posti disponibili. VISITE CULTURALI Dicembre 10 - ore 10 - Visita alla Mostra « Le Muse Inquietanti. I Maestri del Surreali- smo » presso la Galleria d'Arte Moder- na di Torino. I partecipanti dovranno trovarsi davanti all'ingresso della Gal- leria — Via Magenta 31 — ove verran- no riuniti per la visita. Notizie in breve ARTI FIGURATIVE Il 17 ottobre hanno avuto inizio, nella sede di Via Carlo Alberto 59, i Corsi della Scuola di Arti Figurative. Anche quest'an- no essi si svolgono in due turni bisettima- nali serali e sono tenuti dalla prof.ssa Ma ria Garis e dal prof. Giancarlo Pacini. di- plomati in materie artistiche. CINEAMATORI Il Centro Culturale Fiat si è affermato al Festival Nazionale di Vignola. conclu- sosi il 5 novembre, con il film « Io » di Renato Toniato e con il film « 5 secondi » di Tino Dell'Erba. LA MOSTRA ANNUALE DEI FOTOGRAFI FIAT Nella sede del Centro Culturale Fiat di via Carlo Alberto si è rinnovata l'annuale Mostra dei fotografi Fiat, sempre ricca di interesse e di temi. La rassegna ha presen- tato oltre 250 opere di sessantasette autori, molti dei quali, giovanissimi, formatisi agli stessi corsi che il Gruppo dei fotografi or ganizza periodicamente. La Mostra, che accoglie le varie tendenze dell'odierna fotografia, vale a sottolineare l'appassionata opera che svolgono i foto- grafi Fiat, impegnati a presentare in que- sta loro raccolta annuale, la migliore pro- duzione degli ultimi mesi, sorretti sempre dall'incentivo dei riconoscimenti e delle af- fermazioni collezionate, singolarmente o in gruppo, ai Saloni nazionali e internazionali. « Bellezza e volti d'Italia nell'interpreta- zione dei fotografi italiani » è stato il tema di una raccolta di diapositive recentemen- te proiettate al Teatro del Centro Culturale di Corso Moncalieri. Ordinate secondo un interessante criterio di accostamenti e di analogie, le diapositive hanno condotto lo spettatore alla scoperta di un'Italia incon- sueta, ignorata dai più, quella che una schiera di abili e sensibili fotografi ha sa- puto trovare e tradurre in squisite imma- gini. Nevi alpine, acque, colline, riposanti distese, incantate pianure ed angoli antichi, sono stati i soggetti di questo affresco ita- liano alla cui realizzazione hanno concorso molti nomi autorevoli. Numerosi anche i fotografi Fiat. L'inaugurazione della Mostra allestita al Centro Culturale Fiat.