OPINIONE PUBBLICA IL METODO GALLUP Tutti sanno che cos'è il « Gallup » : un metodo d'indagine dell'opinione pubblica, istituito dall'americano George Horace Gìallup e su quell'esempio diffusosi anche in Europa con nomi diversi. (In Italia ab- biamo la «Doxa», Milano). Del Gallup si fece un gran parlare in tutto il mondo quando sbagliò, nel 1948, la previsione sull'elezione del Presidente degli Stati Uniti: aveva prevista la riu- scita di Dewey, riuscì invece Truman. Ma a parte questo insuccesso, che potè essere spiegato dalle particolari circostanze del- l'avvenimento, il metodo Gallup si è im- posto come procedimento logico d'indagi- ne, ormai acquisito dalla scienza della statistica. L'opinione pubblica non è più una en- tità misteriosa, come una volta la s'invo- cava senza saper bene di che cosa fosse fatta; ma ha pur sempre in sè elementi imponderabili, soggettivi, psicologici, di difficile accertamento. Perciò qualsiasi si- stema d'indagine non può che dare ri- sultati relativi, da prendere grosso modo, come indicazione sintomatica. Comunque un metodo ci vuole, e quello Gallup è certamente razionale. Cimosa l'origine. Ce la ricorda Pierre Lazareff, direttore generale di « France Soir», in una sua conferenza pubblicata da « Les Annales » di Parigi. E' interes- sante scorrerla. George Horace Gallup era un giovane studente iscritto ai Corsi di psicologia al- l'Università di Jowa. Il padre — ricco mercante — aveva deciso un giorno di applicare al suo commercio un nuovo si- stema di guadagno basato sulla logica. Logicamente, avrebbe dovuto divenire mi- liardario. Si rovinò, invece, tanto che il figlio si trovò a dover ricorrere a degli espedienti per poter continuare gli studi. Affittava, ad esempio, asciugamani ai com- pagni di collegio, che frequentavano la piscina e che uscendo dall'acqua erano costretti ad una faticosa ginnastica per riscaldarsi. Cominciò poi a raccogliere no- tizie d'interesse locale e nazionale, e pub- blicandole sul bollettino quotidiano del- l'Università, di cui era redattore, evitò agli studenti di acquistare altri giornali. La tiratura del bollettino salì da 500 a 10.000 copie. Vi introdusse allora annunci pub- blicitari, che faceva pagare molto cari. Il giorno in cui — chissà perchè — immerse la mano in un sacco di fagioli bianchi e rossi non pensava certo di es- sere sul punto di far fortuna. Prese una manciata di 10 fagioli: ce n'erano 7 bian- chi e 3 rossi. Li contò macchinalmente, li rigettò nel sacco, ne prese un'altra pu- gnata. Su 20 fagioli 14 erano bianchi e 6 rossi: esattamente la stessa proporzione dell'altra volta. Si domandò se si trattasse di una semplice coincidenza, riflessivo ed ingegnoso com'era. « Vediamo — si disse — ho assicurato il successo al mio giornale interrogando sui loro gusti, a caso, ma con cura, i probabili lettori. Poiché da un sacco di fagioli bianchi e rossi, ho tratto 2 volte la stessa proporzione di fagioli, ciò prova che l'insieme è composto di ele- menti invariabili e che — se si riuscisse a determinare la percentuale esatta dì ognuno di essi — si potrebbe trarne quella selezione che rappresenta l'insieme. La proporzione non sarà sempre esatta, ma in ogni caso la differenza è minima e lo scarto può venir calcolato materialmente ». Era nata l'idea di sondare l'opinione pub- blica. La sua tesi si intitolò « Trattato di investigazione». Ora egli procedeva si- curo. Convinse un giornale di Les Moines, il «Register and Tribune», di affidargli inchieste presso i lettori. Il giornale rad- doppiò la tiratura. Passò poi ad una Agen- zia Pubblicitaria di New York. E per tre anni cercò di dimostrare ai suoi concitta- dini che, interrogando 3000 persone scelte accuratamente tra tutte le classi e tutte le età, si sarebbe potuto ricavare l'opi- nione dell'intera popolazione degli Stati Uniti. Ma gli occorreva una dimostrazione schiacciante; prevedere cioè i risultati di una vasta consultazione popolare, anzi la più vasta di tutte: l'elezione del Presi- dente degli Stati Uniti. Questa volta non si trattava più di sondare un settore de- terminato e ristretto, ma l'opinione del paese intero. Fondò a tal scopo 1'« Istituto dell'opinione pubblica ». Il 20 ottobre 1935 egli trasmise ai 35 giornali ad esso affi- liati il risultato della prima inchiesta. E, malgrado le critiche cui Roosevelt era stato oggetto l'anno precedente, affermò che il leader del Partito Democratico sa- rebbe stato rieletto. Senonchè, dei 35 gior- nali abbonati al sistema Gallup un certo numero era repubblicano. I lettori, sen- tendosi traditi, — si ammette assai mal- volentieri che l'opinione pubblica non coincida con la nostra, ed è appunto per questo che la storia di Gallup è estrema- mente significativa — protestarono: «Il vostro referendum non ha nulla di nazio- nale: la prova è che nessuno di noi è stato interrogato». «Potete immaginare in quale stato di angoscia mi trovai per p4ù settimane — egli diceva allora. — Ho vissuto il dramma di quegli inventori, che sanno di aver ra- gione, ma temono che un malaugurato in- cidente impedisca la riuscita dei loro espe- rimenti ». Ecco il giorno delle elezioni: 3 novem- bre 1936. Tutta la stampa americana pre- vedeva la sconfitta di Roosevelt, ad ecce- zione di quei 35 giornali. In una camera d'albergo, Gallup attendeva con ansia ì risultati. Ai primi comunicati parziali, egli consultò febbrilmente le sue note: coinci- devano. E cosi pure al secondo, al terzo comunicato. Radioso, non ebbe più dubbi. Ordinato dello champagne, brindò alla sua vittoria e, senza attendere il risultato finale, se ne andò a dorm're. Il giorno seguente il suo trionfo fu pari a quello di Roosevelt. Tutta l'America parlava di lui, la sua fotografia era su tutti i gior- nali. 12 anni più tardi, alle elezioni del 1948, egli avrebbe invece conosciuto un insuc- cesso altrettanto clamoroso. Diede infatti Dewey eletto contro Truman. Ma fu l'u- nico caso su 128 inchieste politiche. Si è molto discusso se il sistema Gallup sia realmente un riflesso dell'opinione pub- blica. Non solo, ma ci si è spesso anche domandati che cosa sia l'opinione pub- blica e come venga a formarsi. Ed a que- sto proposito Pierre Lazareff narra un aneddoto significativo: Pranzavo giorni fa ai Champs Elysées con André Maurois ed un altro amico. Dopo lunga riflessione, avevo ordinato 6 ostriche. Il mio amico, consultata più volte la lista degli antipasti, si decise per dei legumi crudi. André Maurois scelse un pasticcio di salmone ed anguilla affu- micata. « Buona idea — disse l'amico lo porti anche a me ». Ed io immediata- mente: «Lo stesso anche per me! ». Ed André Maurois concluse: «Ecco, alnici, come si forma l'opinione pubblica!...» LA PIÙ FORTE STRETTA DEL MONDO, (2.268.000 Kg.) MANO PESANTE, MA TOCCO LEGGERO Do « Life » - Questa gigantesca struttura — alta più di 18 metri — è una macchina uni- versale per prove statiche, la più grossa del mondo. Costruita dalla Baldwin-Lima- Hamilton Corporation per l'Università Lehigh di Bethlehem, Pennsylvania, essa può sotto- mettere qualsiasi oggetto, alto fino a 12 metri, ad uno sforzo di trazione o di compres- sione di 2.268.000 kg.; eppure è tanto sensibile da poter spegnere una candela senza schiacciarla. L'ineguagliabile capacità di questa macchina permette il collaudo di grandi strutture, perfino di ponti intieri. A Genova è stata consegnata alla Vedova del Sen. Ing. Giovanni Bibolini, Donna Amalia Bi- bolini, la medaglia d'oro offerta dalla Fiat Grandi Motori e dagli amici deU'Armatore. La consegna è stata fatta dal Presidente della Finmeccanica ing. Lojacono. A destra, nella foto, ring. Fogagnolo, Direttore della nostra Divisione Mare. Alla iniziativa dell'ing. Bibolini, recentemente scomparso, devesi anche la motonave « Giovanni Agnelli ». BRASILE - Sfilata di trattrici Fiat nella città di Joào Pessòa (capitale dello Stato di Paraiba). ALLA MEMORIA DI UN GRANDE ARMATORE 9