PROBLEMI DI OPINIONE MERIDIONALI Tra gli 80.000 e più dipendenti Fiat, in Italia ed all'Estero — a cominciare dagli stabilimenti di Torino — nume- rosi sono i lavoratori meridionali, cioè provenienti dalle regioni del Sud e dal- le Isole. Quello della Fiat è lavoro na- zionale, per tutto i Paese; e vasta e continua è la esperienza che la Fiat fa delle ottime qualità d'intelligenza, capacità, volenterosità, e delle doti morali di tanti e tanti meridionali, operai ed impiegati. Perciò abbiamo letto con piacere sulla « Gazzetta del Popolo » questa opportuna risposta ad una lettera di lettore, che parlava di meridionali co- me di gente... « scansafatiche buona a nulla » e peggio da rimandare al loro paese: «Abbiamo tirata fuori dal cestino, dove avevamo sentito il bisogno istintivo di but- tarla, questa lettera. L'abbiamo fatto dopo aver saputo che otto dei nove operai cadu- ti sul lavoro a Mua, sopra Ceresole, erano meridionali. Essi — lettore — tornano a casa, tornano al loro paese, mille chilome- tri lontano, in una bara di abete. Avevano creduto di trovare il paradiso, quando li avevano assoldati per lavorare — loro che erano nati e cresciuti nelle zone più calde d'Italia — in mezzo alla neve delle Alpi. Una slavina li ha sepolti, accanto ai loro compagni, per lo più della provincia di Cuneo, nel settentrione. Faticavano insie- me, nel ghiaccio e nel pericolo continuo. Forse si chiamavano, rispettivamente, « terroni » e « polentoni », ma si volevano bene- Forse anche lei vorrebbe più bene ai meridionali, se fossimo in grado di dare lui lavoro a tutti; e si renderebbe conto che il suo odio — sì, il suo odio — per loro, è soltanto odio per la miseria, di cui tutti siamo corresponsabili ». LIBERTA' DI STAMPA Il Ministro francese dell'Informa- zione, Roger Frey, rispondendo sul Journal Offlciel a una interpellanza scritta di diversi deputati, relativa a giornali cosidetti « du coeur et du crime » — cioè pubblicazioni dedite per lo più a faccende dell'amore e del delitto — non si nasconde che questa stampa (ed anche film) possa avere influenza nociva sulla gioventù; ma trova che anzitutto il discriminare a fini repressivi in fatto di buona e cat- tiva stampa è sempre questione deli- cata perchè soggettiva ed è facile es- sere accusati di arbitrio. Soprattutto dice che «la libertà di stampa è un blocco » e parafrasando il giudizio di Clemenceau sulla rivoluzione france- se « bisogna prenderla e amarla quale essa è ». TEATRO COMICO Il commediografo Marcel Achard — l'autore di Voulez-vous jouer avec moi?, di Après de ma blonde, Patate, e di altre commedie applaudite anche Il popolarissimo attore cinematografico Fernandel sulla •< 1300 ». in Italia — è stato eletto Accademico di Francia. L'altro « immortale » che lo ha ricevuto sotto la « Cupole », Marcel Pagnol (celebre autore di teatro anche lui) ha ricordato che Molière non fu ammesso all'Academie Française; ma in compenso vi entrò il suo busto un secolo dopo la morte. La verità è — ha detto l'Achard nel suo discorso — che gli scrittori di tea- tro comico non sono mai stati nelle grazie dell'Accademia. Essere Labiche o Feydeau non fa buono. Il pubblico ride alle loro commedie, ma anche nel pubblico non mancano i refrattari. Un portinaio del Boulevard Berthier di- ceva: «Non mi piace ridere a teatro; per me il teatro è... regine che hanno sventure. Opinione, alquanto comica. Eppure il teatro comico è rappresen- tazione di un mondo in cui la carica- tura di ciò che dovrebbe essere è per- petua, in cui il sublime rasenta il ri- dicolo e in cui tra il riso e le lacrime non c'è maggior differenza che tra il mulino a vento e il mulino ad acqua. Far ridere a teatro implica conoscere gli uomini, e ciononostante la comicità non sembra aver titolo di nobiltà. Eugenio Labiche si scusava di avere divertito per quarant'anni dicendo: « La musa che c'inspirava era una ben piccola musa, si chiamava sem- plicemente buonumore. Abbiamo riso, abbiamo fatto ridere, spero che ci sarà perdonato... ». Insomma, dopo aver letto i discorsi di Marchel Achard e di Marcel Pagnol sotto la Cupola dell'Accademia di Francia, si può concludere che la lette- MBmssmmmmmmmtmtmxmamtMmi ratura teatrale è sì tragedia greca, Shakespeare, Corneille, Racine, Shiller ecc., ma è anche commedia, teatro comico: da Moliere a Labiche a Fey- deau ad Achard. E in Italia l'autentica gloria di Carlo Goldoni. TEATRO VIAGGIANTE GASSMAN L'na cupola d'acciaio alta 22 m. - 4000 mq. di tela - ?fl autocarri con rimorchio al seguito - montaggio in 24 ore - 3000 spettatori. 60/70 persone LE TARGHE SALGONO A PALERMO la targa « PA 60.000 Gallese Principe di Belmont«. è toccata al cabriolet 1200 acquistato dal dr. Gaetano Hardonin Monroy di A CAGLIARI la targa « CA 30.000 » alla Mat 2100 acquistata dall'Ammini- stratore Delegato del quotidiano « Unione Sarda ». Dal 1946 le immatri- colazioni sono triplicate. 6