Operai di Taranto, Foggia, Cosenza e Lecce nei nuovi stabilimenti Fiat di Bari UBALDO MOLLO ha 42 anni ed è sposato con tre figli. Originario della provincia di Cosenza, abita con la famiglia a Modugno, un piccolo paese alle porte di Bari. Pei tre anni ha lavorato alla SPA Stura a To- rino. Ora è operaio di terza categoria. Non rimpiange il nord, dove non si trovava bene «soprattutto per il clima e l'aria inquinata». ANTONIO BELCASTRO ha 22 anni ed è ori- ginario della provincia di Cosenza. La sua è una storia particolare. Dopo 14 anni di studi non è riuscito a trovare lavoro nella sua terra e così si era adattato a fare il cameriere. Adesso è venuto alla OM di Bari ed è operaio di terza categoria. Non è sposato e per ora abita in una pensione MICHELE MOSCA, 33 anni, sposato con due figli. Nativo della provincia di Foggia, vive a Modugno. E' operaio di seconda categoria. Ha lavorato per undici anni alla OM di Milano prima di essere trasferito allo stabilimento di Bari. E' contento di essere tornato nella sua regione, anche se deve effettuare lunghi trasferimenti quotidiani. LUIGI LAMACCHIA, 28 anni, sposato con un figlio, di Bari. Prima di entrare alla OM guidava un autotreno: lunghi viaggi su e giù per l'Italia. Il guadagno era suppergiù lo stesso, ma indubbiamente il lavoro era più faticoso. Anch'egli è stato assunto nel- lo stabilimento di Bari dopo aver frequen- tato un corso di tre mesi alla OM di Milano. L'alto grado di rendi- mento e di affidabilità rag- giunto dall'automobile è senza dubbio il risultato di un incessante lavoro di ricerca e di affinamento ottenuto sia in sede di pro- getto sia in sede di proce- dimenti costruttivi. Si cer- cano sempre nuovi mate- riali e nuove tecniche di utilizzazione, grazie anche alla disponibilità di stru- menti di lavoro sempre più perfezionati. Progres- so costante quindi nella qualità dei componenti dell'autoveicolo e nei mac- chinari che li producono. Certe divisioni tradizio- nali, abbastanza rigide in passato, tra i vari settori produttivi — per esempio, tra siderurgia e meccani- ca — oggi appaiono in parte superate. Infatti le conoscenze tecniche ac- quisite nei rispettivi cam- pi tendono a integrarsi e a fondersi per dare luogo go a tecnologie completa- mente nuove. Un esempio di questa evoluzione tec- nico-scientifìca è offerto da un impianto per la la- vorazione dell'acciaio, tra i più moderni in Europa, realizzato presso lo stabi- limento Fiat di Avigliana. notizie per chi vive a forino Autostrade senza tangenziali Torino in fatto di strade non ha fortuna. Ha avuto la prima autostrada d'Ita- lia. quella per Milano, ma è stata a lungo esclusa dai piani di costruzione. Poi le nuove autostrade sono ve nute, con capitali piemon- j tesi, ma sono irraggiungi- bili. Quelle di Savona e di Piacenza si fermano molti chilometri prima della cit- ta. Finalmente le tangenzia- li: cantieri, piloni, devia- zioni di traffico. Sembra che tutto proceda per il meglio: l'impegno è di inaugurare ai primi di lu- glio un tratto della « Sud » per saldare le autostrade di Savona e di Piacenza. Luglio è arrivato, ma la tangenziale promessa si è improvvisamente fermata. Che cosa è successo? Controversie sul tracciato, infrazioni ai piani regolato- ri, interferenze di sindaci a difesa delle esigenze dei loro amministrati, batta- glie di carta bollata, inchie- ste. sopralluoghi: tutto rin- viato non si sa a quando. Il cervello anagrafico Computer all'Anagrafe. ¡1 nuovo centro elettronico che è entrato in funzione e che, dopo il rodaggio, la- vorerà quest'autunno a pie- no ritmo, eliminerà per i cittadini in attesa di docu- menti le lunghe code. Il servizio è composto da un archivio con due grandi calcolatori in muni- cipio e 52 apparecchiature terminali disposte nella se- de centrale e nei cinque uf- fici decentrati. Gli operato- ri agli sportelli compongo- no sulla tastiera in codice i dati necessari per la ri- cerca (nome, cognome, da- ta di nascita o indirizzo del richiedente) e inseriscono il modulo nell'apposito di- spositivo. Pochi minuti ba- stano perché nell'archivio i dati siano ritrovati, selezio- nati e ritrasmessi. Non c'è limite alle do- mande che si potranno ri- volgere al cervello anagrafi- co: è in grado di distribui- re indirizzi, stato di fami- glia, buona condotta e cer- tificati di esistenza in vita. FRANCESCO DE FLORIO, 21 anni, di Ta- ranto, è al suo primo impiego. Dopo un corso di addestramento di cinque mesi a Torino, è adesso operaio di terza catego- ria alle Officine di Bari. Dice che si era ambientato molto bene nel Settentrione e il suo desiderio è quello di poterci tornare. MARIO PINO, 49 anni, di Lecce, è capo- squadra manutenzione. Ha lavorato alla SPA Stura a Torino per 22 anni. Abita an- ch'egli a Modugno, con due figli e con la moglie, che ha conosciuto a Torino. Per la signora Pino il trasferimento nel Sud ha provocato alcune difficoltà di adattamento MICHELE DI MONTE, 33 anni, sposato con due figli, è di Barletta. Ogni mattina e ogni sera compie 60 km per raggiungere Bari. E' operaio di terza categoria e lavora come elettricista. Prima faceva questo mestiere per conto proprio: « Ho preferito entrare in Fiat per avere un lavoro continuo ». CLETO VOLPE, 26 anni, celibe, caposqua- dra, è di Bari. Perito elettrotecnico, ha già lavorato al nord, sei mesir a Torino e nove mesi a Milano. « Ci vuole spirito di adatta- mento per vivere al nord, ed io credo d> possederlo. Sono però molto contento di aver potuto far ritorno nella mia città ». Nuova tecnica ad Avigliana Una pressa rende l'acciaio malleabile come la plastica Esso consta di un com- plesso di grandi macchi- nari che producono parti- colari meccanici diversi — perni per bracci oscillanti, pignoni conici, mozzi per motorini di avviamento ecc. — con la nuova tecni- ca della « estrusione a freddo ». Si tratta di presse che hanno la capacità — me- diante sistemi di mazze verticali e orizzontali che agiscono secondo fasi di lavoro programmate — di deformare plasticamente l'acciaio a freddo, per ot- tenere non già pezzi di carrozzeria, come le pres- se più comuni, ma pezzi che entrano a far parte della meccanica dei veico- li. Nelle lavorazioni con- venzionali, tali particolari vengono prodotti o me- diante asportazione di ma- teriale (fresatura e torni- tura) dal blocco di acciaio oppure con la fucinatura a caldo e successiva rifi- nitura con utensili da taglio. La tecnologia dell'estru- sione a freddo, oltre a eli- minare lo spreco di mate- riale (truccioli) della fre- satura, presenta sostan- ziali vantaggi qualitativi. Secondo i tecnici, infatti, si ottengono con questo si- stema pezzi struttural- mente sani in quanto si evitano, nella fase di la- voro, alterazioni alle fibre dell'acciaio. Questa tecnica nuova ha avuto le prime applicazio- ni anni addietro quando il progresso nel campo dei lubrificanti ha consentito di poter deformare l'ac- ciaio a freddo, L'attuale produzione di particolari « estrusi » del- io stabilimento di Aviglia- na verrà raddoppiata nel prossimo anno.